Butez, mister clean sheet: «I meriti sono della squadra»

Il portiere del Como: «Queste partite sono sempre complicate. Bravi a tenere alto il baricentro durante tutto il match»

pisa

Mister nove clean sheet, il portiere che è riuscito a tenere la porta imbattuta in nove occasioni. Contribuendo a far svettare il Como come miglior difesa della serie A. Nove partite senza subire gol. E, ieri a Pisa, Jean Butez si è anche tolto lo sfizio di parare il suo primo rigore con la maglia del Como. Un rigore che avrebbe potuto riaprire la partita nel finale. E, invece, ha fatto l’apripista al terzo gol, quello che ha regalato – se ancora ce ne fosse stato bisogno – la definitiva tranquillità alla squadra di Fabregas. Abbassando, per l’ennesima volta, la sua personalissima serranda.

Butez commenta così il colpo a Pisa: «Queste partite sono sempre complicate, perché il ritmo è sempre un po’ frammentato. Quando le squadre ci affrontano così, dobbiamo sempre essere molto precisi nei passaggi: per questo dico che il primo gol è stato molto importante. È servito ad aprire gli spazi a nostra disposizione per il contropiede e per aiutarci a segnare altre reti. E così stato. Aggiungo che siamo stati bravi a tenere sempre alto il baricentro».

Prima volta

Per Butez è stato il primo rigore parato in Italia. Lo specialista Nzola era stato studiato a fondo a Mozzate: «Abbiamo lavorato tanto con il preparatore, abbiamo visto qualche video sull’attaccante del Pisa. Ringrazio lo staff». Fabregas ha detto che Butez è uno dei portieri più sottovalutati del campionato: «Io non posso parlare di me, dico solo che io faccio solo il mio lavoro. Siamo troppo felici di lavorare con Fabregas e con il suo staff, viaggiamo a livelli: quest’anno ho imparato molto e punto a migliorare ancora».Dove può arrivare il Como? «Nessuno lo sa, ma sicuramente puntiamo in alto. Ci piacerebbe lottare per andare in Europa, ma è solo gennaio, con sole diciotto partite giocate e avremo nelle prossime settimane un programma molto intenso. Giochiamo con tranquillità, ma con obiettivi alti: siamo sulla strada giusta. Ora pensiamo a Bologna e Milan, due sfide in casa importanti».

Impossibile non commentare i nove clean sheet stagionali: «È più importante conquistare punti come squadra, ma chiaramente fa molto piacere. Il clean sheet è una cosa in cui emerge il portiere, ma è una questione di squadra. Con l’Udinese non ho subìto tiri in porta, con il Pisa è stato più complicato».

Avversari

Gabriele Piccinini, centrocampista del Pisa, è affranto: «Il livello del Como è altissimo, possono permettersi di mettere Sergi Roberto al 90’, uno che ha 200 presenze con il Barcellona. Noi però abbiamo fatto una buona partita, per almeno 70 minuti: al primo tiro prendiamo sempre gol. In settimana ci facciamo il “mazzo”, ci siamo creati un sogno con la promozione. Un sogno che dobbiamo difendere».

Per il nerazzurro «vedere la rabbia negli occhi dei compagni mi fa arrabbiare ancora di più. Giochiamo contro grandi squadre, praticamente alla pari, ma portiamo a casa zero. Si riparte da noi, perché siamo un gruppo fantastico. La dedizione che mettiamo in allenamento è massima: siamo tanti esordienti in A. In casa, anche contro i top team, a lungo giochiamo bene, ma manca il gol. Dobbiamo avere fiducia: sono sicuro che riusciremo a salvarci.

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