Fabregas, “hombre vertical”: all’attacco

L’allenamento Abbiamo assistito alla seduta del tecnico spagnolo che fa del gioco offensivo un credo assoluto

«Attaque... attaque... attaque»: la voce stridula di Cesc Fabregas taglia l’aria frizzante di questo autunno che sta trasformandosi in inverno. Oggi (caso unico) si entra al centro sportivo di Mozzate. Da domani tutto di nuovo chiuso. Ma basta la gentile concessione (una tantum) per avere schegge del suo calcio. Affascinante. Stiamo per vedere qualcosa di mai visto a Como. Un mai visto “vincente” o “perdente”? Lo diranno i risultati. Ma l’indirizzo è chiaro: Fabregas è un “hombre vertical”, anche perché il suo credo non è il tiquitaca, ma la verticalizzazione offensiva.

Modulo

Come giocherà? Ancora nessuno lo sa. Ma è facile che assisteremo a schemi variabili all’interno della partita. Prepariamoci a vedere un assetto nella costruzione e uno in fase di non possesso. Roba già vista a inizio anno, ma qui portata all’eccesso. Ieri nessuna partitella, ma una esercitazione a ranghi ridotti per allenare la costruzione dal basso. Chi odia questa impostazione, cara al calcio moderno, si prepari: Fabregas è un amante di questa soluzione e ieri ha impiegato a turno i portieri in un lavoro di impostazione. Prepariamoci a vedere il portiere impegnato con i piedi come difensore, stile (ricordo per i più anziani) Jongbloed, il portiere dell’Olanda Anni Settanta che fu il primo estremo difensore a fare il libero aggiunto, con il numero 8 sulla schiena. Costruzione dal basso, e poi? «Attaque... attaque... attaque», verticalizzazione rapida. Inutile girarci attorno, quella che abbiamo per le mani è una situazione unica, da leggere con attenzione. Fabregas è un uomo che ha sempre giocato a pallone pensando un giorno di fare l’allenatore, ha giocato in parecchi ruoli diversi e (soprattutto) ha giocato accanto ai migliori allenatori del mondo: Wenger all’Arsenal, Guardiola al Barcellona, Mourinho, Hiddink, Conte e Sarri al Chelsea. Per uno che ha il pallino di diventare allenatore, una scuola inarrivabile. Sarà capace di seguirne le orme? E chi lo sa? Ma certo, quantomeno, è un esperimento da prendere con la dovuta curiosità ed emozione, al netto della dose di rischio che si porta dietro.

Esempi

Abbiamo visto personaggi del genere (Guardiola, Zidane, Pirlo eccetera) non fare la gavetta, forti delle loro esperienze calcistiche. A qualcuno è andata bene, ad altri meno. Ma siamo di fronte a un uomo di quella pasta lì. Dunque, guardiamo. Intanto Cesc mostra di avere un occhio lungo anche sui giovani della Primavera, che ha allenato sino a pochi giorni fa, e che utilizza a turno negli allenamenti della prima squadra. Vuoi vedere che ne butta uno nella mischia subito?

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