La notte dei sogni: Como-Inter di Coppa Italia

E’ una stagione fatta di tappe sempre più entusiasmanti, di traguardi e record raggiungi e superati. In poche parole, è la stagione giusta per arrivare là dove mai nella storia il Como è arrivato

Como

E’ una stagione fatta di tappe sempre più entusiasmanti, di traguardi e record continuamente raggiungi e superati, anche al di sopra delle migliori aspettative. In poche parole, è la stagione giusta per arrivare là dove mai nella storia il Como è arrivato. Ed è così, con queste speranze che stasera i tifosi andranno allo stadio, con questo spirito che la squadra scenderà in campo. Perchè adesso sì, si può fare.

E’ la sera della semifinale di Coppa Italia ma è anche la sfida contro la squadra più forte della stagione. Ed è paradossalmente proprio questa difficoltà che accende ancora di più le speranze comasche, perché non può esserci adesso sfida più stimolante di questa e perché Fabregas e i suoi ragazzi ci stanno abituando alle sorprese migliori, quale potrebbe proprio essere quella di un risultato positivo contro lo squadrone nerazzurro.

Stasera si gioca l’andata, per il ritorno bisognerà attendere ancora a lungo, e nel frattempo tante cose potrebbero succedere, sia all’Inter che al Como. Ma non c’è dubbio che per i biancoblù la gara determinante potrebbe essere proprio questa, la prima delle due sfide. Perché si gioca in casa, in un clima meno pesante di quello che ci sarà a San Siro, e dare un indirizzo positivo alla semifinale questa sera può voler dire moltissimo. Come viceversa un ko in questa gara di andata diventerebbe poi difficilissimo da raddrizzare.

Il meglio del Como

Tutto il meglio del Como stasera deve essere messo in campo. Inteso come uomini ma anche come energia, forza, mentalità. E per quanto Fabregas cerchi di dare lo stesso valore a ogni impegno – e fa benissimo, visti gli esiti in classifica – non è difficile immaginare con quanta cura abbia preparato la sfida contro la squadra che lui stesso ritiene di gran lunga la migliore. Aver preso una batosta pesante a Milano in dicembre può paradossalmente aver aiutato, come disse Cesc già quella sera, a vedere e comprendere bene le differenze. Non c’è dunque il rischio che il Como possa cadere in equivoci: per mettere paura all’Inter serve un capolavoro.

Importanti sono tutte le spinte positive con cui si arriva qui: i risultati, e le prestazioni, positivi contro due grandi come Milan e Juve, ma anche la bella vittoria di sabato contro il Lecce. Tutti tasselli che hanno chiamato in causa un po’ tutta la rosa tra assenze e cambiamenti vari, stimoli continui per tutti. Chi giocherà questa sera, se Fabregas si inventerà ancora qualcosa di nuovo, lo vedremo solo alla lettura delle formazioni. Probabilissimo il ritorno dall’inizio di Paz, ma a scalpitargli dietro e intorno ci sono quasi tutti, lo stesso Baturina torna già tra i convocati e i dieci minuti di Diao dell’altro giorno potrebbero essere stati un segnale importante. Il che rende più leggera anche la lunga lista di giocatori ammoniti, sette in tutto – Ramon, Roberto, Paz, Carlos, Van der Brempt, Morata, Kuhn – che in caso di ammonizione nella gara di stasera salteranno la partita di ritorno.

E’ una partita difficilissima, questo lo sappiamo tutti, Fabregas per primo. Tantopiù ora che i nerazzurri sono usciti dalla Champions, e non vorranno farsi scappare l’obiettivo Coppa Italia. Ma è anche il Como più bello che abbiamo mai visto, insieme proprio a quello di Rino Marchesi. Monetine, accendini e tutto il resto teniamoceli in tasca. Al resto ci penserà il Como.

© RIPRODUZIONE RISERVATA