L’enigma Paz: Como o Real Madrid? E come sta?

Al momento c’è il 60% di possibilità che lasci il Lario. L’Argentina è preoccupata per l’infortunio ma Fabregas vorrebbe schieralo a Cremona in una partita fondamentale

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Como

Chi ha un cuore si è commosso. Il viso spaesato di Nico Paz sul palco di Montano Lucino, al coro “resta con noi”. Un sorriso timido, le braccia larghe come dire: «E io cosa ne so? Non dipende da me...». Nico è evidentemente dentro un affare più grande di lui. Suo papà Pablo, che filmava la scena alla festa dei Pesi Massimi dove il figlio è stato premiato come miglior azzurro della stagione, allargava le braccia più del figlio. Forse non sa, e se sa certo non parla.

Il punto Serve fare però il punto della situazione. In questo momento il borsino dice 60% va e 40% resta.

Un borsino dovuto al fatto che le grandi manovre sono iniziate e che, come detto, il Real ha intenzione di riportarselo a casa. Le variabili sono due. La prima è determinata dalla qualificazione o meno del Como alla Champions League, che potrebbe cambiare i piani, o quantomeno rappresentare una carta da mettere sul tavolo nel momento in cui le parti si parleranno. Variabile due, finché il Real non sceglie l’allenatore, è difficile che l’entourage del giocatore possa fare una valutazione. Ok, non decide Paz, ma la sua volontà può pesare anche nelle strategie del Real. Se, puta caso, il ragazzo decidesse che un anno in più a Como, magari in Champions, sarebbe gradito per la propria crescita, il Real ne terrebbe conto. Non si sa sino a che punto, ma terrebbe conto. E che si sappia, a Nico un altro anno a Como non dispiacerebbe affatto. Non al punto, ovvio, di forzare la mano o irrigidirsi di fronte al passaggio alla squadra dei suoi sogni, ma se andasse bene a tutti, perchè no?

Intanto nella faccenda ha fatto irruzione anche l’Inter, cosa che questo giornale per la verità ha raccontato già mesi fa. Ma adesso non si fa nemmeno più mistero della cosa. Ieri Zanetti ha detto: «Mi piace tantissimo Nico Paz.

Per come gioca e per la persona che è. Ho la fortuna di conoscere suo padre, che fu mio compagno di stanza al Mondiale del 1998, Pablo Paz. La vita ci ha fatto incontrare di nuovo a Como dopo tanti anni senza vederci. Sono felice per il presente di Nico al Como. In questi due anni nel calcio italiano ha dimostrato tutta la sua qualità.

Nico è sulla strada per diventare un grandissimo giocatore. Da quello che so tornerà al Real Madrid, ma non si smette mai di sperare di vederlo con la maglia dell’Inter». La soluzione del caso forse già entro fine maggio.

Infortunio Poi c’è la questione dell’infortunio. Anche qui il borsino: Nico difficilmente sarà in campo a Cremona. Il ragazzo è ancora sofferente per un infortunio non al ginocchio, come si è detto in questi giorni (come sempre massimo riserbo sulle condizioni) ma a una gamba, zona tibiale. Una botta di non poco conto, da un giocatore del Verona che gli è franato addosso. Fabregas lo sogna in campo perché vuole vincere a tutti i costi, e alla festa di Melide ha detto: «Nico sta bene, è stata una contusione». Parole dette nella speranza che possa farcela. Ma poi c’è di mezzo l’Argentina che ha voluto essere informata sull’accaduto. E dunque la presenza in campo di Nico sarà dovuta anche a una valutazione congiunta della situazione. Non sia mai che finisca come con Diao a Roma, che poi ha dovuto saltare la Coppa d’Africa. Dovesse succedere con Nico, l’episodio potrebbe anche condizionare la sua permanenza.

Dunque prudenza. Anche se il Como a Cremona si gioca molto. E Nico servirebbe.

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