Sinigaglia e Semper tra i segreti del Como

Il momento magico della squadra è confermato anche dai numeri: tante le voci che promuovono gli azzurri. Nessuno in casa ha avuto un rendimento come gli uomini di Fabregas e i 12 cleen sheet del portiere sono un record

Nessuno stadio vale quanto il Sinigaglia. E non parliamo di valore affettivo, ma di risultati. Perché il Como è la squadra che in questo campionato, almeno sino a qui, ha il miglior rendimento casalingo in senso assoluto in termini di punti. Neppure il Parma capolista, che al Tardini ha perso una sola volta, è riuscita a fare altrettanto.

Perché il Como in casa ha vinto di più: dieci partite, cinque all’andata e cinque al ritorno, pareggiandone quattro e perdendone due. Un dato leggermente migliore nel girone di ritorno, considerando che ci sono ancora tre partite casalinghe. Trentaquattro i punti raccolti in casa sinora, e non è finita qui.

La forza del Sinigaglia è una delle voci che brillano di più in questo momento del Como. Ma ci sono altri numeri cruciali che supportano questa corsa verso la serie A.

Per esempio, quelle dodici volte in cui Semper ha mantenuto la porta inviolata: la difesa del Como è quella che per il numero maggiore di partite è riuscita a non prendere gol. Nessuno sinora, anche le squadre che hanno subìto di meno, è riuscito a tenere salva la sua porta per così tante gare: sette volte nel girone di andata e cinque, per ora, nel girone di ritorno.

Per quanto solo ora la squadra abbia consolidato in questo modo la sua posizione al secondo posto, analizzando i numeri dopo trentadue partite, si nota che quello che il Como sta raccogliendo oggi è anche, se non soprattutto, frutto di un cammino lineare e di una certa costanza nel rendimento, a fronte invece degli alti a bassi più evidenti delle sue dirette concorrenti.

La serie più lunga di vittorie sinora, quattro, è stata ottenuta in settembre: contro Spezia, Ternana, Cittadella e Sampdoria. La serie positiva più lunga, sette partite, tra novembre e dicembre, a cavallo del cambio di allenatore. Segno che questa attuale non è una fiammata estemporanea, ma il frutto di un percorso solido, con pochi sbandamenti.

Anche se certamente in questo girone di ritorno il Como è cresciuto: media di 1.84 punti a partita all’andata, da gennaio la media è di due punti a gara. Aumenta la media dei gol segnati, 25 nelle prime 19 partite contro i 22 nelle 13 di ritorno, diminuisce quella dei gol subìti: ventuno alla fine del girone di andata, tredici, media di uno a gara, in queste partite di ritorno.

Insomma, passi avanti costanti che sembrano valere di più, alla lunga, di exploit più clamorosi. Del resto a metà campionato dietro al Parma erano secondi in coabitazione Como e Venezia, oggi c’è solo il Como, e con una distanza ridotta da sei a cinque punti: l’unica squadra che è riuscita a tenere il passo, anzi ad accelerarlo.

Ma c’è un numero che si nota più di tutti e più di tutti fa gioire. Dopo le tre sberle prese a Palermo a metà febbraio il Como ha cominciato a segnare sempre e sempre di più. Quattordici gol in sette gare, nessuno ce la sta facendo a mantenere questo ritmo. Che è il vero particolare che potrà fare la differenza.

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