Cantù salva almeno il made in Italy

Basket Serie A La sconfitta di Udine non consegna la salvezza alla S.Bernardo, che dovrà ancora soffrire. Tra le luci di una serata storta ci sono le prestazioni di De Nicolao e Moraschini e il contributo di Okeke

Cantù

Ci si era mossi convinti di potergliela fare. Chiudendo qui il discorso, passando a ritirare i pop corn e mettendosi poi a guardare le altre. Nelle ultime due giornate di campionato. Per vedere l’effetto che fa. Al limite, si sarebbe guardato con ulteriore spinta alla sfida casalinga con Treviso di domenica prossima. Perché chiudere vincendo dà comunque sempre un motivo d’orgoglio e, magari, chissà mai che non si possa arrivare un po’ più in là del penultimo/terzultimo/quartultimo posto tra quelle rimaste, una volta tolta di scena Trapani.

Complicazione affari semplici

E, invece, la sconfitta di Udine ha complicato la vita all’Acqua S.Bernardo. Che avrà un’altra settimana di passione, nella quale pensare ancora all’importanza della gara che verrà. Da gara a garra, tra l’altro, il passo è molto breve. Visto che è quest’ultima una delle condizioni che sono mancate a Cantù. Di fronte a un’Apu appagata, già salva e reduce da una serie molto poco positiva di risultati.

Mai e poi mai si sarebbe potuto pensare che la squadra con più bava alla bocca fosse quella di coach Adriano Vertemati. Che ha dato un senso ulteriore alla stagione, vincendo davanti al proprio pubblico e contro una delle acerrime rivali delle ultime stagione: è arrivata nella massima divisione da prima delle neopromosse, chiuderà davanti all’altra neopromossa. Non è poco.

Come a poco servono a Cantù l’alibi di un terzo quarto arbitrato forse nella maniera più invereconda della stagione e dell’assenza di Giordano Bortolani. Lui aveva fatto già il miracolo di giocare il derby con 39 di febbre, prima di farsi mettere definitivamente ko dal virus aggressivo. La società e lo staff tecnico, che hanno fatto senza tutta la settimana, hanno visto bene di non dire niente, come al solito, e facendo scoprire solo all’ultimo il forfait dell’azzurro (peraltro nemmeno partito...).

Meno male che, nel grigiore generale, alla lunga è uscita l’esperienza di due come Riccardo Moraschini e Andrea De Nicolao, ufficialmente rinati dopo la cura De Raffaele, che peraltro li conosce molto bene. Una sorta di Cocoon in salsa brianzola che riapre anche tutti i discorsi per la prossima stagione. Davanti alle montagne russe degli stranieri (oggi determinanti, domani palla al piede), ripartire da due che possono ancora spiegarla non sarebbe proprio male.

È tutto nei numeri

Le cifre per capire ciò che scriviamo. Il capitano ha chiuso con 34 minuti, 12 punti, 7 rimbalzi, 3 assist e 2 pesanti tiri da tre in momenti delicati. Denik ha messo assieme lo stesso 12 punti in 21 minuti con 6 assist e una valutazione (lui sì a differenza di Ricky) in positivo. Non avessero sbagliato completamente partita Xavier Sneed e Ivan Fevrier, si fosse dato una mossa Gran Basile (a tratti inguardabile) e ci fosse stato un Green in versione vero Green probabilmente saremmo qui a parlare di un altro finale.

Ma così non è stato. Anche se possiamo consolarci con 15 buoni minuti di Leonardo Okeke e con un Chris Chiozza che se alza i giri delle palle sotto (magari anche per Oumar Ballo) può tornare a dare una grande mano in vista del quasi spareggio di domenica prossima a Desio. Ancora più importante alla luce del risultato di ieri sera: Treviso ha fatto l’impresa vincendo a Brescia e si è portata a meno 2 da Cantù.

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