( foto walter gorini)
Intervista Il coach di Cantù: «La squadra ha dei limiti, ma migliora. L’ambiente può dare forza»
Di una cosa potete stare certi: in Walter De Raffaele c’è la schiettezza dei livornesi. Poche frasi scontate e tanto pane al pane e vino al vino, a costo di risultare scomodo. Certo, le tre settimane di esperienza con la tuta della Pallacanestro Cantù non permettono un’analisi definitiva, ma il tecnico s’è già fatto un’idea ben precisa. Battezzando ognuno dei punti cardinali del nuovo luogo di lavoro.
Ha vinto all’esordio a Reggio Emilia, poi se l’è giocata fino in fondo in casa contro la sua Venezia e a Cremona, ma ha perso. Ora ha nel mirino Trento, domenica alle 18 al PalaDesio, e una lunga sosta, tra Final Eight di Coppa Italia e finestra delle Nazionali. E forse è il momento migliore per una pausa di riflessione. Nel frattempo. l’abbiamo fatto accomodare in poltrona, lontano dai ritmi delle conferenze stampa. Per tempestarlo di domande.
Nessun problema, scegliete voi.
Molto bene.
Che ha ragione. Il gruppo è cresciuto e sta facendo vedere anche buone cose. Sta acquisendo nuovi stimoli e situazioni tecniche diverse, tipo la zona e una maggior coscienza di quello che si va a giocare in attacco, più ragionato, diciamo, e meno random.
Un punto, in questo sport, sposta le valutazioni. Ecco perchè mi piacerebbe poter chiedere di non essere umorali davanti a sconfitte come alle vittorie. Ma nessuno è cieco e la situazione è lì da vedere. Eppure vi dico che anche a Cremona questa squadra non ha subito la partita, ma l’ha fatta. Ci vuole tempo, lo sappiamo. Così come sappiamo che di tempo ce n’è sempre di meno.
Dal punto di vista dei tifosi, impeccabile. Il massimo della propositività. Gli Eagles sono un fattore, forse unico in Italia. Gli altri ci seguono con tanto calore. E questo combinato, credetemi, si sente. La squadra lo sente.
L’unità d’intenti. A tutti i livelli, perché tutti siano altrettanto propositivi. L’obiettivo è comune, ognuno sa di dover lottare: noi, la stampa, le televisioni e l’ambiente. Questo è un gruppo che ha limiti caratteriali nel performare sotto pressione, ecco perché c’è bisogno di sostegno.
Ditemi.
Questa piazza è di grande fascino, lo si sa. Cantù è stata Cantù e ovviamente la speranza è che possa tornare ai fasti di un tempo. Ma ora bisogna fare i conti con quel che è e dove si è.
Che arrivando da fuori si percepiscono grande ansia e timore. Per me possono avere un peso relativo, proprio perché qui da poco. Ma capisco che per chi è qui da una vita, e magari non ha spalle larghe, possa essere un peso difficile da sopportare. Non è facile, lo so. Abbiamo, però, i mezzi e la voglia per uscirne.
Se mi state chiedendo se l’ho percepita, vi dico di no. Anzi, girando, avverto tantissima fiducia. Vero, la squadra appare un po’ fragile e spesso preda di errori da bambini, ma sta a noi ribaltare le situazioni, creandoci le giuste occasioni.
So bene che l’esperienza, specie per chi ne ha avuta scarsa fin qui, non si acquisisce in pochi giorni. Va allenata, preparata e vissuta.
È una partita che ha bisogno di avere delle risposte, oltreché portare punti.
Nel senso che ci serviranno per fare il punto della situazione, anche alla luce del fatto che poi ci sarà una lunga sosta.
Vi dico che fino a domenica saremo questi, e non ci sono dubbi. In più, ma non lo svelo certo io, stiamo facendo valutazioni quotidiani con la presidenza e con il club. In base a quanto accadrà, saremo di sicuri pronti.
Può essere un toccasana, ovviamente. Per acquisire automatismi e conoscenza reciproca. Al netto dei riposi, saranno tre settimane importanti. Che serviranno per un primo bilancio e magari per prendere decisioni.
Ho trovato una squadra con molti più problemi strutturali e di compatibilità tra i giocatori di quanto pensassi. Ma è anche una squadra che lavora, e questo è un fatto molto positivo.
La più banale delle risposte: vincendo più partite degli altri.
Credo molto nel lavoro e nella possibilità di migliorare. Come stiamo facendo. Poi, una volta cercato di mettere i tasselli nei posti giusti, tutta la differenza del mondo la fa anche un pizzico di fortuna.
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