«De Raffaele e i tifosi le mie garanzie»

L’intervista Il presidente Allievi sprona Cantù: «Rincuorano l’attaccamento della gente e i miglioramenti fatti». «Il mercato? Siamo sul pezzo e vigili, ma non si cambierà tanto per farlo: interverremo solo se certi dell’upgrade»

Cantù

Tre le cose - e non sono poche in un momento come questo - che gli regalano un minimo di serenità. «I miglioramenti della squadra nell’ultimo periodo, l’affidabilità di un allenatore come Walter De Raffaele e l’incitamento dei tifosi». Non lo dirà mai il presidente Roberto Allievi, ma per l’Acqua S.Bernardo ha perso il sonno. Non che abbia mai dormito molto, nemmeno nei momenti più felici, ma in questo frangente della stagione, la situazione pare precipitare anche per lui.

Nel frattempo, si aggrappa a quanto di positivo intravisto anche nelle tre partite con il nuovo tecnico. Con il successo alla prima uscita a Reggio Emilia, la sconfitta in casa con Venezia e quella a Cremona di sabato scorso. «Nessun atto d’accusa», è perentorio il numero uno di Cantù. E lo ripete, aggiungendo: «Siamo tutti impegnati nel cercare di stare il più vicino a squadra e allenatore. L’obiettivo, adesso più che mai, resta uno solo: la salvezza».

«Il momento è preoccupante»

E non si deroga. Allievi lo sa bene. Mancano tante partite, ma ogni domenica sera è una di meno e il tempo per correre ai ripari non è poi cosi tanto. «Il momento - dice - è chiaramente preoccupante, la situazione però non è compromessa. Noi, ve lo dico subito, siamo chiaramente sul pezzo. Attenti e vigili, soprattutto arrivasse qualche soluzione interessante».

Riferimento non troppo velato alla possibilità di intervenire ancora sul mercato. Condizione magari che ha posto l’allenatore? Il massimo dirigente non ci gira troppo attorno. «Il confronto è continuo - aggiunge -. Oserei dire quasi quotidiano con lui e con il gm Sandro Santoro. Ci stiamo guardando attorno, è vero, cercando di vagliare ogni tipo di soluzione. Ma al momento posso dire che non sono emerse indicazioni particolari».

Con una postilla non di poco conto, pure nell’ottica di meglio intendere il discorso. «Non si cambia tanto per cambiare - spiega Allievi - e se non arrivano situazioni che possano garantire un up grade si sta così. Sono e siamo stati chiari».

Mai facile trovare una spiegazione a quanto accaduto fin qui. Con quei punti che relegano Cantù al penultimo posto della classica. Il presidente è comunque lucido nell’analisi. «La situazione - dice - la conosciamo tutti. Inutile nascondersi. Domenica a Cremona, ma anche in altre sfide, è mancato il quid in più che avrebbe migliorato la nostra posizione. Però resto convinto di una cosa: avere una squadra che ha tutte le carte in regola per mantenere la categoria. Deve quindi affrontare ogni sfida con la voglia e la determinazione che ha nel suo Dna».

Concetto che ripete a mo’ di mantra. «Errori ne sono stati fatti e il roster probabilmente non è stato costruito secondo indicazioni giuste. Ma questo non deve essere un alibi. Anzi, da qui in avanti vorrei un gruppo che dimostra di non essere rassegnato, ma determinato».

C’è ovviamente l’effetto De Raffaele. Che secondo Allievi sta avendo effetti benefici. «Per il coach - il presidente non ha dubbi - parlano la grande esperienza e il curriculum lì da vedere. È qui da venti giorni, non gli si poteva chiedere di dare già l’impronta definitiva. Ma abbiamo fiducia in ciò che fa».

«Tutti ci crediamo»

E l’ambiente? Da sempre, si sa, Cantù - e parliamo in senso lato - è stata un po’ volubile nello stato d’animo. Pronta ad accendersi nei momenti migliori e velocissima nell’abbattersi, quando qualcosa gira nel verso sbagliato. «C’è un dato che mi rincuora, e al quale mi attacco - la spiegazione -. La valutazione fatta dal numeroso pubblico che ci ha seguiti a Cremona. E sono l’applauso e l’incitamento fatti alla squadra a fine gara. La cosa, ovviamente, mi dà grande conforto. Sono convinto che i nostri tifosi ci credano. Anche loro, ne sono sicuro, hanno visto che il gruppo è in crescita e sta migliorando. C’è mancata solo l’ultima zampata, ma vedere o giocatori più motivati e determinati incoraggio noi e la nostra gente».

Per finire, cosa aspettarsi? Allievi non si nasconde. «Abbiamo bisogno dei tifosi. Che ci stiano vicini. Anche domenica. La squadra sente l’affetto e, anzi, ne ha davvero bisogno. Noi abbiamo fiducia nei ragazzi, io sono certo che non siano da penultimo posto, ma meritino qualcosa in più».

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