Pallacanestro Cantù, De Raffaele petto in fuori: «Ha vinto la nostra voglia di ribellarsi alla sconfitta»

Interviste «È un successo molto pesante. Siamo una sola vittoria dalla salvezza»

Una mattonella speciale, che vale certamente doppio. La vittoria nel derby ha caricato anche coach Walter De Raffaele. Che si è lasciato andare anche a dei “calcoli”, che in genere non ama fare, lasciandoli fare ai giornalisti: «È un successo molto pesante. Possiamo dire di essere a una sola vittoria dalla salvezza, che è il nostro scudetto. E ovviamente proveremo a vincerlo già alla prossima, a Udine. La squadra sta performando e si è meritata questa grande vittoria».

Ma le prime parole sono per lo staff medico di Pallacanestro Cantù, chiamato agli straordinari in una settimana complicata dal punto di vista clinico: «Hanno rimesso in piedi per ultimo Bortolani, che ha giocato con la febbre. Senza contare poi Green e Chiozza, entrambi a disposizione. Un grande lavoro di squadra, di chi non sta a guardare l’orologio se c’è una necessità».

E la partita? Il PalaDesio strepitava, sembrava animato di una forza propria. Sensazioni raccolte dal tecnico canturino: «È stata una partita tesa ed emozionate. Ha prevalso il desiderio di ribellarsi a una ipotetica sconfitta che, al netto del valore di Varese, non credo avremmo meritato. Varese ha giocato una grande partita è una squadra piena di talento. Ma stasera abbiamo preso qualcosa da tutti, specie dopo un cambio. Ancora una volta abbiamo condiviso la palla, come testimoniano i 24 assist». Ha finito le parole per il pubblico: «Sono uno spettacolo meraviglioso, come sempre sono stati il sesto uomo. Non so più che parole usare per dire quanto siano importanti».

In piena difficoltà, Cantù ha trovato risorse da tanti giocatori, specie dai più esperti: «Ci sono stati un paio di fattori. Février, nonostante stesse facendo danni incalcolabili, ha preso» fiducia quando l’ho rimesso da “5”. Quando eravamo sopra di 11, ho dovuto dare respiro e qualcosa si è perso. Ma, alla fine sono arrivate due zampate: una da Moraschini, di cuore e oltre i limiti, e l’altra da Green che non era lucido in palleggio. Ma Green è un campione e i campioni stanno in campo. Davvero, ha vinto la voglia di ribellarsi: bravi tutti, da Sneed finalmente, De Nicolao, bravo anche Basile, ma stavolta non ci sono distinguo».

Bella anche la lotta a rimbalzo: «Varese ha giocatori forti, Nkamhoua è un atleta di grande livello. La coperta è corta, sapevamo che avremmo potuto concedere qualcosa. Ma sono lunghi anche i “4”, ci siamo adeguati e li abbiamo inseguiti: è stata una sfida bella anche da questo punto di vista. Poi gli episodi l’hanno decisa».

Su fronte opposto, coach Ioannis Kastritis fa notare le pecche in difesa: «Dobbiamo giocare a livello di playoff fino alla fine: offensivamente l’abbiamo fatto, ma difensivamente è la sesta settimana in cui siamo sotto il nostro livello. Per venti giornate siamo stati di gran lunga la miglior difesa, ora da qualche tempo siamo di gran lunga la peggiore, dobbiamo tornare quelli di prima». Sul finale, con Varese sopra di 4, è poi mancata la luce: «Sono mancati i dettagli o magari uno sforzo in più».

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