(Foto di ansa)
Il nostro campione Prima volta nella storia per un giocatore del Como. La dedica al padre, in gol nel 1997
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Quando ad applaudirti è Lionel Messi, quando la tua Nazionale vince grazie a un tuo gol, quando quel gol è un passo in più verso una maglia al Mondiale, probabilmente apri gli occhi e ti accorgi che stavi sognando. Nico Paz invece no. Non stavolta. Quel gol l’aveva sognato davvero tante volte, e l’altra sera è arrivato.
Il suo primo gol con l’Argentina, su punizione. Quelle punizioni che con la stessa maglia addosso firmavano Maradona, appunto Messi, che in panchina aspettava proprio di prendere il suo posto. Insomma, un sogno che più bello di così non si può. Nico in Argentina non ci è nato, è nato in Spagna. Ma la sua famiglia è argentina, suo padre Pablo ha giocato da difensore con quella maglia, arrivando sino al Mondiale del 1998, in cui giocò una partita. Seguirne le orme era la scelta di Nico, il cui futuro però sarà presumibilmente più luminoso. E proprio al padre, che con l’Argentina segnò anche un gol nel 1997 (Argentina-Venezuela 2-0), Nico ha voluto dedicare la sua prima rete in Nazionale.
Rete arrivata in una gara di poca importanza, un’amichevole contro la Mauritania, finita 2-1 proprio grazie al gol di Nico, il secondo dell’Albiceleste in una partita in cui l’Argentina non ha neppure particolarmente brillato. Il gioiello della serata è stato proprio quel gol, una rete di cui tutti stanno parlando, un segnale chiarissimo del talento del giovane giocatore del Como, che si candida a pieno titolo tra le possibili stelle del prossimo Mondiale. In campo stavolta dall’inizio c’era lui, Leo Messi gli è subentrato nel secondo tempo, dopo aver ammirato quello che senza dubbio sta diventando sempre di più il suo erede. «Il gol è qualcosa che non si dimentica mai. Io questo l’ho sognato per tutta la vita, e oggi si è avverato - ha detto Nico -. Ho sempre guardato i gol di Messi, eguagliarlo è difficile, ma sono molto felice». L’uomo del giorno in Argentina è lui, il giocatore che sta rendendo più accettabile per tutti i tifosi l’avvicinarsi della fine della carriera di Leo Messi. Nico, che in Nazionale indossa la maglia numero 18, era alla sua settima presenza, alla terza da titolare. Il futuro dell’Argentina è assolutamente suo. «Il Mondiale? Non ci penso, penso solo a lavorare ogni giorno». Ma che nei suoi sogni questo traguardo non ci sia, anche dopo questo gol, è improbabile. Del resto, tutto il mondo ormai si sta accorgendo di lui. Naturalmente anche grazie a quello che sta facendo con il Como. Oltre agli applausi di Messi, non più tardi dell’altro giorno ha ricevuto anche l’investitura di un altro campione che di punizioni se ne intende, Francesco Totti, che lo ha definito il miglior giovane in assoluto in serie A.
Ora l’Argentina ha in programma un’altra amichevole, nella notte tra martedì e mercoledì, contro lo Zambia. E stavolta in campo potrebbe esserci anche Maximo Perrone, che invece con la Mauritania è rimasto in panchina ad applaudire il compagno.
Rimandato invece il primo gol nel Senegal per Diao: ieri ha giocato gli ultimi 22 minuti dell’amichevole della sua Nazionale contro il Perù, finita 2-0. L’attaccante del Como è entrato quando il risultato era già maturato. Per lui un’altra chance martedì contro il Gambia, ma dopo l’infortunio dei mesi scorsi è stato comunque importante tornare a vestire la maglia del suo paese e poter così sognare una chiamata al Mondiale.
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