Korosten chiede aiuto: «In Ucraina scaffali vuoti e anziani nel panico». Da Cantù parte un Tir di aiuti ma ne servono di più
Solidarietà Mentre il carico di solidarietà diretto nel nord dell’Ucraina attraversa il Paese, dalla città colpita dai bombardamenti arriva una nuova richiesta urgente di viveri. I volontari: «Serve soprattutto cibo, basta poco per aiutare una famiglia»
Lettura 1 min.Cantù
Mentre il carico sta attraversando in queste ore l’Ucraina, da Korosten, a causa dei danni subiti dai bombardamenti ai centri di distribuzione alimentare, arriva un appello per chiedere cibo. Sabato, da via Brighi a Cantù, è partito un Tir di solidarietà organizzato dai gruppi Sos Emergenza Ucraina Cantù e Progetto Korosten di Civiglio, anche con la partecipazione dell’associazione Cassago Chiama Chernobyl e della comunità della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.
L’appello dei volontari
«Le vacanze, per molti, sono finite, mentre la guerra, per molti, continua, e così anche il nostro aiuto alla popolazione ucraina non si ferma - spiega Franco Cappelletti a nome dei volontari canturini - Cibo, abbigliamento, coperte, pannoloni per adulti e bambini, letti ospedalieri, carrozzine per disabili e molto altro raggiungeranno due associazioni presso la città di Chernihiv, a nord di Kiev Tra il materiale raccolto sono presenti molti gadget del Calcio Como 1907 donati dai tifosi e sostenitori della squadra lariana grazie all’intervento dell’amico Ernesto Farina».
«Questa volta il carico non l’abbiamo seguito direttamente in viaggio per una questione di costi - dice Cappelletti - Proprio stamattina abbiamo ricevuto una richiesta di aiuto dalla chiesa battista di Korosten, che riceverà il prossimo carico, previsto tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre. Richiesta di aiuto perché nella loro zona hanno colpito i centri di distribuzione e nei supermercati manca il cibo. Hanno gli scaffali vuoti. La gente, soprattutto gli anziani, sono nel panico, non sanno come affrontare questa situazione. Servono pannoloni, di solito ne abbiamo abbastanza, e cibo: serve soprattutto cibo, se avessimo qualche contatto con qualche azienda che produce pasta o conserve sarebbe perfetto. Altrimenti la donazione dei singoli può far molto: se ognuno di noi comprasse una scatoletta di fagioli, sarebbe già tanto. Ma spesso e volentieri la gente non riflette su questa banalità».
Le indicazioni per donare
Ad esempio: «Con un chilo di pasta una persona ha cibo per 12 pasti. Con i soldi per uno snack da 2 euro, si può sfamare una famiglia di quattro persone con pasta, pomodoro, tonno e fagioli. Il nostro magazzino di via Brighi, civico 21, è aperto il sabato dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 17 alle 19». Tra i progetti futuri: «Stiamo valutando sempre in collaborazione con la chiesa battista di Korosten l’accoglienza, per una decina di giorni, di due o tre famiglie di reduci di guerra, marito e moglie, di aiuto per ritrovare il legame. Un discorso che abbiamo iniziato adesso e andrà comunque in porto per l’anno prossimo, tra la primavera e l’estate».
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