I ricordi e gli album. Anche Carimate in lutto per Guccini
La storia. Il “Maestrone” registrò agli Stone Castle Studios nel 1983 e poi nel 1984 una targa lo celebra
Lettura 1 min.Al centro della geografia sentimentale di Francesco Guccini c’è Pavana, il piccolo comune dell’Appennino tosco-emiliano dove ieri si è tenuta la cerimonia, in forma strettamente privata, per ricordare il grande cantautore scomparso a 86 anni. Ma nella sua lunga e iconica carriera una tappa importante è stata Carimate, agli Stone Castle Studios, straordinaria e irripetibile esperienza che in una decina d’anni, tra il 1977 e 1987, vide registrare album capolavoro. Negli studi creati da Antonio Casetta il “Maestrone” registrò, nel 1983, il suo nono album, “Guccini”, suonato con Ellade Bandini, Flaco Biondini, Massimo Luca, Claudio Pascoli, Ares Tavolazzi e Vince Tempera.
Album che contiene pezzi come la celebre Autogrill, che racconta dell’amore rimasto solo pensato per una giovane barista «bella, d’ una sua bellezza acerba, bionda senza averne l’ aria, quasi triste, come i fiori e l’ erba di scarpata ferroviaria». Ci tornò l’anno successivo, nel 1984, per il mixaggio del doppio album dal vivo “Fra la via Emilia e il West”. Proprio per questo, tra le 48 targhe che compongono il museo a cielo aperto degli Stone Castle Studios, progetto della Pro Loco Carimate insieme al Comune, che ha voluto rendere omaggio a questa storia eccezionale, c’è anche la sua. Ad adottarla è stata la classe 3D del 1981 del liceo classico Volta di Como.
Oggi, sottolinea il sodalizio guidato da Marina Domenichelli, quella targa assume un significato diverso e le parole riportate sulla targa, da “Il vecchio e il bambino”, sono a ricordare che quella voce e l’eco della via Emilia, per un attimo, sono risuonati anche qui: «E il vecchio diceva, guardando lontano: immagina questo coperto di grano, immagina i frutti e immagina i fiori e pensa alle voci e pensa ai colori...».
Il cantautore napoletano Enzo Avitabile, di fronte alla scomparsa di Guccini, ha ricordato con affetto che si erano conosciuti proprio agli Stone Castle Studios, dove lui stava lavorando all’album «Meglio soul».
Un incontro che aveva originato un legame umano e artistico forte, testimoniano dalla collaborazione per il brano “Gerardo nuvola ’e povere”, scritta e cantata a quattro mani per affrontare il tema enorme delle morti sul lavoro, raccontando la vera storia e la tragica fine di Gerardo, muratore campano trasferitosi a Modena.
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