Cronaca / Cantù - Mariano
Giovedì 05 Febbraio 2026
Baby gang: non solo repressione: «Servono iniziative per i giovani»
Cantù I negozianti apprezzano i controlli in centro, ma le minoranze chiedono politiche mirate. Ape: «Mancano proposte culturali». Volontè: «Capire le esigenze». Bolla: «Il clima è migliorato»
Cantù
Puntare meno sulla repressione. Anche se sicuramente una parte di commercianti apprezza le presenze in centro a garanzia della sicurezza di tutti. E più sull’inclusione, attraverso gli eventi e la cultura, per arginare disagio giovanile e episodi da baby gang, che comunque al momento sembrano essere più rari: aspetto che mette d’accordo sia chi siede in minoranza che chi ha un’attività commerciale.
Così la sintesi delle opinioni raccolte all’indomani dei dati di Cantù raccolti dalla Prefettura di Como relativi ai delitti denunciati negli ultimi tre anni. In sintesi: a Cantù, i furti in abitazione nel 2025 - i dati al momento non sono ancora consolidati: le stampe sono comunque datate 26 gennaio 2026 - sono stati 140. Nel 2024, quando le denunce furono 162: -13,58%, come ha ricordato anche il sottosegretario leghista all’Interno Nicola Molteni.
Il prefetto
La Prefettura di Como - il prefetto è Corrado Conforto Galli - ha sottolineato come, in tema di disagio giovanile, vi siano «segnali di degrado sociale che non devono essere trascurati», giunti nei mesi scorsi in particolar modo da Cantù, come testimoniano i diversi provvedimenti amministrativi emanati anche dalla Questura di Como. Quali sono le considerazioni di chi siede in minoranza, in virtù dei dati e delle riflessioni? In commissione consiliare sicurezza siede il consigliere comunale Pd Francesco Ape.
«Tutto questo conferma che c’è un problema, ma non è un problema emergente o così grave. C’è una sensazione di insicurezza pompata da dichiarazioni politiche di una certa parte. Per il disagio giovanile, bisognerebbe intervenire con offerte di tipo sociale. Puntare sulla repressione a tutti i costi mi sembra strumentale. Per i giovani, bisogna ragionare in maniera decisamente più ampia, bisogna agire sulla proposta culturale».
Antonio Pagani, capogruppo consiliare Pd, chiede che i dati vengano messi a disposizione dei consiglieri comunali: «Continuiamo a chiedere i dati ufficiali per esprimere un giudizio serio».
Per Cecilia Volontè, capogruppo di Cantù Civica: «I dati inducono a essere ottimisti e a congratularsi con le istituzioni coinvolte nel contrastare la criminalità. L’intervento delle Forze dell’Ordine non può, e non deve, assolutamente essere l’unico strumento. Occorre un mix di prevenzione, intervento e collaborazione tra diversi attori sociali. È fondamentale “catturare” i giovani, le persone che non si rivolgono ai servizi per capire le loro esigenze e mettere in campo azioni mirate».
I commercianti
Per Alessandro Bolla, rappresentante cittadino di Confcommercio Como: «Serve il coinvolgimento di questi giovani sin da quando sono bambini, dalle elementari - dice - Sicuramente servono luoghi di aggregazione e di cultura. Comunque noto che c’è un’aria diversa, con i militari, e nessuno si lamenta». E i furti negli esercizi commerciali? Erano 38 nel 2024, 62 nel 2025, +63,16%: «Probabilmente si tratta di furti in supermercati o nei centri commerciali. Qui in centro città non ho segnalazioni particolari».
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