Bcc Cantù, anno da incorniciare: «E sempre vicini alla comunità»

Banca. Ieri l’assemblea a Lariofiere di Erba, alla presenza di migliaia tra soci e delegati. Il presidente Porro ha annunciato l’acquisizione di un processore endoscopico per l’ospedale

Erba

Dopo diversi anni di bilanci positivi e indici in crescita e di fronte a un quadro internazionale decisamente non semplice, sarebbe stato nell’ordine delle cose attendersi una frenata.

Invece il 2025, per la Bcc Cantù, è stato un anno da incorniciare: un prodotto bancario lordo che tocca i 7,03 miliardi di euro, valore mai raggiunto prima, crescendo 2 milioni ogni giorno lavorativo, mezzo miliardo in tutto. Una crescita anche della fiducia del territorio dato che aumentano i soci, oggi 12.066, 876 i nuovi entrati, e uno su cinque ha meno di 35 anni, arrivando a toccare i 70mila conti correnti e 100mila clienti.

E in tempi in cui i potenti paiono trovare più semplicemente spazio per le ragioni della guerra rispetto a quelle della pace, sottolinea il presidente Angelo Porro, la cooperazione si fa ancora più importante, necessaria. Un po’ in anticipo rispetto alla norma, ieri sera e non all’inizio di maggio, i soci sono stati convocati a riempire il centro espositivo di Erba, Lariofiere, per partecipare all’assemblea numero 119 della storia della Bcc Cantù, parte del Gruppo Bancario Cooperativo Iccrea, all’interno del quale occupa un posto di rilievo per quanto riguarda volumi di lavoro, di clientela, capacità patrimoniale. E qualità del credito, con una significativa diminuzione dei crediti deteriorato.

Come sempre clima familiare, con i soci che arrivano numerosi e felici di incontrarsi, senza attenersi scrupolosamente all’orario che indica le 20 per l’illustrazione e l’approvazione del bilancio 2025 e per le altre delibere di competenza assembleare.

Da tutto il Comasco, coi i canturini a farla un po’ da padroni, e anche da Sondrio. Tempo un paio di mesi e in Valtellina arriverà la seconda filiale, a Morbegno. Potranno fare il proprio esordio l’anno prossimo. E chissà che l’anno prossimo non si torni a tenere l’assemblea a Cantù, come accadeva in passato, nell’Arena. L’assemblea, come sempre, rappresenta l’occasione per annunciare un’iniziativa solidale. E ancora una volta a beneficiare del sostegno della Banca, sarà l’ospedale Sant’Antonio Abate.

La necessità prioritaria è rappresentata, in questo caso, da un progetto di rinnovamento tecnologico della piattaforma endoscopica, in particolare con riferimento alla diagnostica delle patologie gastroenteriche.

Prevenzione e screening sono decisivi, ma non possono essere eseguiti con efficienza e tempestività se la strumentazione in servizio è diventata obsoleta.

La Banca, ha spiegato il presidente Angelo Porro, «ha pertanto accolto, con l’attenzione alle necessità della comunità che la contraddistinguono per principio, la sollecitazione dell’ospedale a rimodernare le dotazioni tecnologiche attualmente a disposizione».

«A breve - ha annunciato - verrà definita l’acquisizione di un processore endoscopico, specificamente predisposto per gastro- e colonscopie, con l’aggiunta di un apparecchio per anestesia, che consentirebbe di introdurre anche a Cantù procedure in sedazione profonda, permettendo sia la riduzione delle liste d’attesa che maggiore sicurezza e comfort per i pazienti».

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