Cronaca / Cantù - Mariano
Sabato 17 Gennaio 2026
Bici mai arrivata, accusa di truffa. Altro fascicolo per l’ex campione
Cantù - Il ciclista paralimpico Fabio Anobile, di 32 anni chiamato a difendersi davanti al Tribunale di Como
Cantù
Un nuovo ed ennesimo fascicolo a carico di Fabio Anobile, campione paralimpico di 32 anni che ha difeso anche i colori dell’Italia, arriva in Tribunale a Como sempre con l’ipotesi di reato di truffa. Stiamo parlando di una vicenda che è ormai nazionale a tutti gli effetti, essendo state fatte delle trasmissioni televisive oltre ad una lunga serie di articoli sulle testate giornalistiche tutte riconducibili da una parte alle continue accuse di truffa che piovono ormai da tutta la Penisola, e dall’altra al fatto che del campione di ciclismo paralimpico si siano ormai perse le tracce. Nessuno sa bene, infatti, dove possa essere ma intanto di fascicoli sul suo conto continuano a giungerne.
L’ultimo proprio in queste ore, con in aula l’avvocato Alessandro Grassotti chiamato a difendere la posizione del campione che per un lungo periodo aveva abitato a Cantù. In questo caso, la vittima sarebbe un trentasettenne di Potenza, in Basilicata, e che aveva contattato Anobile per chiedergli informazioni sull’alimentazione di uno sportivo proprio in quanto campione di ciclismo. Il discorso era poi passato alle biciclette e il brianzolo aveva quindi finto di vendere delle bici da corsa dicendo di avere un importante sconto dovuto ovviamente alla sua posizione. La vittima gli aveva creduto, versando prima 500 euro nel marzo del 2021, poi altri 250 euro a settembre, infine 1.828 euro nel giugno di un anno dopo per sbloccare il carico di biciclette che Anobile gli aveva detto essere fermo in dogana.
Ovviamente, i soldi sparirono nel nulla e la bicicletta pagata dalla vittima non giunse mai in Italia. Era questo il tema dell’udienza che avrebbe essere discussa in Tribunale a Como, ma ovviamente dell’ex campione di ciclismo si sono perse da tempo le tracce e nessuno sa esattamente dove possa essere. Il suo avvocato non è riuscito a contattarlo e il giudice ha disposto infine un rinvio ad ottobre nel tentativo di ricercare l’imputato.
La strada intrapresa è insomma uguale a quella che già era stata discussa sempre nel palazzo di giustizia lariano in dicembre, quando in quel caso si era parlato di una truffa da 8 mila euro fatta nel campo degli orologi. La vittima, infatti, che conosceva l’atleta per averlo visto in gara alle Paralimpiadi di Tokyo (e già medagliato a Rio, nonché campione del mondo in Portogallo) si era fidata quando quest’ultimo aveva riferito di avere come sponsor la Rolex ma di non ricevere contanti per le sponsorizzazioni bensì orologi da immettere sul mercato. La vittima aveva quindi deciso di comprare due orologi versando 8 mila euro.
In questo caso si è però già arrivati alla sentenza di «non doversi procedere» perché del brianzolo si sono perse le tracce, con tanto di deposito di un verbale di vane ricerche in quello che avrebbe dovuto essere il suo appartamento di Cantù, in via Francesco Baracca, ma che al contrario è risultata essere una casa non abitata.
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