Blitz dei Nas sul cibo sottratto ai poveri. A Cantù dieci indagati della Croce Rossa
L’inchiesta L’ispezione del giugno ’25 nei magazzini del Comitato aveva fatto scalpore in città. Contestato il peculato a 7 volontari, a 3 la ricettazione. Tra le accuse la consegna di cibi scaduti
Cantù
L’ispezione dei Nas, che risale al mese di giugno del 2025, aveva fatto scalpore perché nel mirino erano finiti i magazzini della Croce Rossa del comitato di Cantù.
Si era capito nei giorni immediatamente successivi che il filone seguito dai carabinieri, sia con il Nucleo Investigativo di Como sia con la stazione cittadina, era duplice e riguardava da una parte derrate alimentari destinate ad aiutare gli indigenti sui quali era impresso un timbro particolare (Agea, ovvero quello dell’Agenzia governativa che si occupa proprio di fornire cibo a chi ne ha bisogno) che però erano stati ritrovati nelle case di volontari o di loro parenti, dall’altro la consegna agli indigenti di cibi palesemente scaduti o comunque potenzialmente nocivi.
L’elenco dei nomi
Ora, a meno di un anno di distanza da quel terremoto, la Procura di Como con un atto a firma del pm Antonia Pavan, ha presentato il conto a 10 indagati che avranno ora tre settimane di tempo per rispondere alle contestazioni.
A sette di loro viene contestato il peculato e anche il commercio di alimenti nocivi. Si tratta di colui che all’epoca dei fatti, tra il 2024 e il luglio del 2025, era il presidente del Comitato Giorgio Speziali, 64 anni di Figino Serenza, e di altri delegati e volontari del gruppo che gestiva i generi alimentari con i fondi per l’aiuti agli indigenti. Si tratta di Pierpaolo Toppi, 67 anni di Cantù, Francesco Cutuli di Novedrate (67 anni), Piero Ponti di Cantù (68 anni), Gianfranco Caldera di Cantù (69 anni), Roberto Tagliabue di Cantù (64 anni) e Vincenzo De Nicola, sempre di Cantù (68 anni).
A tutti questi indagati, oltre alla sottrazione di derrate alimentari di diverso tipo dai magazzini della Cri, viene contestata anche la distribuzione a nuclei di famiglie indigenti di alimenti che la procura ritiene pericolosi per la salute per diversi motivi, o perché scaduti da mesi, o perché non suddivisi per tipologie e con l’utilizzo del ciclo del freddo e delle giuste temperature, oppure perché trasportati con mezzi non idonei e sempre senza le corrette temperature.
I Nas trovarono ad esempio, si legge nelle accuse, tranci di salmone scaduti quasi un anno prima rispetto alla perquisizione, oppure merendine che da otto mesi non erano più buone. Furono anche monitorate delle consegne, tra qui un paio con uova, carne, latticini e pesce scaduti, prodotti non più consumabili da mesi.
La Cri è parte lesa
Ma con la chiusura delle indagini preliminari, il pm Antonia Pavan ha contestato anche la ricettazione a tre indagati cui venne trovata in casa la merce scomparsa dai magazzini della Croce Rossa di Cantù, ovvero Nadia Ponti di 70 anni, Emanuele Toppi di 42 anni e Palmira Saldarini di 89 anni, tutti sempre di Cantù. La procura ha individuato come parte lesa di questo fascicolo penale proprio la Croce Rossa di Cantù.
Tra i beni che scomparvero dai magazzini, riportati in un lungo elenco anche se con ruoli e pesi diversi tra gli indagati, figuravano forme di parmigiano reggiano ma anche di altri formaggi come Asiago e fontina, mortadelle intere da tagliare, spezzatino di vitello in scatola, confezioni e confezioni di marmellata, succhi di frutta, farina, surimi, risotto ai funghi, fette biscottate ma anche la semplice acqua.
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