Cantù, clonati i numeri di carabinieri e banca. Ma la truffa fallisce

Cantù Richiesti i dati della carta con il pretesto di fermare un pagamento. La vittima: «Sapevano pure dove vivo»

Cantù

I truffatori che, quando chiamano, riescono a far visualizzare sui telefoni il numero della banca dove la vittima ha un conto corrente, persino quello della stazione dei Carabinieri di Cantù: un’articolata sceneggiata che ha come fine quello di farsi dettare le cifre della carta di credito. L’episodio è successo martedì pomeriggio a danno di un 39enne residente a Vertemate con Minoprio, che si è visto sul display del proprio telefono due numeri “clonati” di Cantù di tutto rilievo.

La segnalazione

La segnalazione, per capi generali, è stata girata come story sulla pagina Instagram di Orgoglio Comasco. La Provincia ha contattato poi la vittima della truffa. «Verso le 17.30 mi hanno telefonato con il numero della sede della Bcc di Cantù, io ho il conto in una filiale - spiega - Una voce registrata mi ha quindi informato che era in corso un tentativo d’acquisto per 362 euro a Roma: soldi che sarebbero stati quindi presi dal mio conto. E mi dava poi due opzioni: premere 1 per parlare con un operatore o 2 per bloccare il pagamento».

Poi la linea è caduta. «Mi è comparso quindi il numero della stazione dei Carabinieri di Cantù - aggiunge - una persona si è presentata come maresciallo. “Siamo stati contattati dalla banca, siamo i Carabinieri di Cantù, controlli pure su Google il numero”. “Vengo subito in caserma”, ho detto. “No, bisogna fare subito telefonicamente”, mi ha detto questa persona. Ho iniziato a dare i numeri della mia carta. Dopo quattro cifre, però, mi sono fermato. E questo mi ha detto. “Brutto str..., muoviti”. Pensando che un carabiniere vero non mi avrebbe mai insultato, ho attaccato».

«Di nuovo ho ricevuto una telefonata con il numero della banca - prosegue - “Ci hanno contattato i Carabinieri”, mi hanno detto. Solo che la voce era la stessa del finto maresciallo. Quando l’ho fatto presente, sono arrivati insulti in dialetto napoletano. Non so come abbiano avuto il mio numero di cellulare. Di me sapevano anche nome, cognome, Comune di residenza. Ho chiamato poi io i Carabinieri per segnalare quanto è accaduto».

«Nessuno chiede numeri»

La Bcc Cantù invita frequentemente i propri correntisti dal diffidare da situazioni strane. Come ricorda una volta di più il presidente Angelo Porro: «Dal nostro numero, quello vero, innanzitutto non parte ai clienti una telefonata registrata - dice - Lo ricordo anche in questa sede, fino alla noia: nessuno della banca chiederà mai numeri o password personali. Invitiamo tutti a diffidare di sms, mail e telefonate false».

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