Cantù, elezioni al veleno della Croce Rossa: lite tra i soci
Cantù Domenica il Comitato va al voto dopo il commissariamento per il caso del cibo rubato. Clima teso tra i due gruppi, i candidati sono Massimo Farinella e Giuseppe Griffini
Cantù
Un clima di elezioni al veleno. Chi invia lettere senza nomi e cognomi alla stampa. Chi lancia accuse di vario genere. In un Comitato di Cantù della Croce Rossa Italiana spaccato in due. Ed ecco che la questione del cibo da destinare ai poveri e che invece, secondo i Carabinieri di Cantù e la Procura di Como, è stato indebitamente sottratto dai magazzini da una decina di volontari, oggi indagati a vario titolo, emerge proprio a pochi giorni dal voto per la presidenza.
Domenica, i soci saranno chiamati a scegliere tra Massimo Farinella, attuale commissario, e Giuseppe Griffini, in passato presidente e consigliere del direttivo che è stato appunto commissariato lo scorso luglio dai vertici nazionali e regionali di Croce Rossa per la questione del cibo sparito dai magazzini. Direttivo che aveva come presidente Giorgio Speziali. E Speziali è uno dei volontari indagati per peculato e commercio di alimenti nocivi: tra i bisognosi è arrivata, in alcuni casi, persino della merce scaduta.
Assemblea dai toni accesi
Nei giorni scorsi, anche alla presenza del presidente regionale di Croce Rossa Maurizio Bonomi, si è svolta un’assemblea dei soci del comitato di Cantù parecchio tesa. Sulla conduzione del mandato commissariale di Farinella, un volontario ha espresso alcuni dubbi sull’opportunità di annunciare la propria candidatura alla presidenza a mezzo stampa. Per Bonomi: un atto legittimo. Contattato da La Provincia, anche per un commento in merito al clima in assemblea, Farinella si limita a un «preferisco non rilasciare dichiarazioni».
Ma le accuse più pesanti sono state indirizzate a Griffini: non è indagato per la vicenda del cibo, ma comunque è stato messo di fronte alle responsabilità del precedente direttivo di cui pure faceva parte come consigliere, proprio circa la mancata vigilanza sul cibo di cui si sarebbero impossessati i volontari finiti sotto indagine. Vi è poi la lettera firmata genericamente “un gruppo di volontari”, che chiede ai vertici nazionali e regionale di non permettere a Griffini, in quanto consigliere commissariato, di correre per la presidenza. Da aggiungere che vi è la possibilità, come tale confermata da Bonomi, che in caso di una vittoria di Griffini e di conseguenti provvedimenti della giustizia per la vicenda della derrate, si possa ritornare a un commissariamento di Cantù.
«Amareggiato»
«Sono amareggiato perché ho sempre agito nell’interesse dell’associazione - dice Griffini a La Provincia - La mia candidatura è stata vagliata e approvata dal presidente di seggio elettorale. Nel mio ruolo di consigliere ho vigilato: è stata fatta una segnalazione scritta da parte di un nostro volontario all’allora presidente (Speziali, ndr) e ho chiesto personalmente una riunione del consiglio. Avevo detto che si doveva procedere con delle verifiche interne: è stato nominato un responsabile del procedimento».
Un altro volontario ha però chiesto a Griffini se e quante volte, anche in anni passati, avesse mai effettuato dei controlli nei magazzini. Risposta: mai, perché di segnalazioni non ne sono mai arrivate. «Mai avuto - dice a La Provincia - da presidente, segnalazioni scritte, come ho sempre chiesto peraltro per qualsiasi questione, su furti interni».
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