Cantù piange Maurizio Migliori: «Un grande filosofo, ma umile»

Il lutto Cordoglio nel mondo della cultura per la scomparsa del docente: «Di caratura internazionale, sapeva stare con la gente». Oggi il funerale

Il ricordo di un grande maestro anche umile, nonostante la caratura internazionale. Di cui tutti, oggi, sono orfani. Capace di essere filosofo tra la gente. Per poter dare il proprio contributo nel migliorare, per quanto possibile, la propria parte di mondo. Era anche questo Maurizio Migliori, di Cantù, morto a 80 anni, docente per tanti anni di storia della filosofia antica all’Università di Macerata. Oggi, lunedì, alle 10, nella chiesa di San Michele, i funerali.

«Merita una benemerenza»

Tanti i protagonisti del mondo della cultura che ricordano il professore. A Cantù, Mario Porro, ex docente di storia e filosofia al liceo Fermi: «Ricordo nei primi Anni Settanta gli incontri che Maurizio organizzava per discutere di cultura e di politica, dalle parti di viale Ospedale, mi ricordo questo seminterrato con un enorme tavolo in cui alla presenza del filosofo Salvatore Natoli si discuteva di questioni varie. Maurizio era una di quelle persone rare che univa la dimensione culturale a quella politica».

«In primavera - prosegue - mi è arrivata una mail da colleghe dell’Università di Macerata per predisporre, con diversi contributi, un volume in omaggio ai suoi 80 anni. Verrà pubblicato alla fine dell’anno. L’ultima volta che ci siamo incontrati, nel giugno del 2022, stava partendo per gli Stati Uniti per un convegno su Platone, di cui era senz’altro tra i massimi esperti mondiali. Aveva un atteggiamento maieutico, per mantenere la discussione, il confronto, aperto, e far emergere nel dialogo le opinioni degli altri: il tema di fondo di questa interpretazione platonica al di là della scrittura, nella dimensione dell’oralità. In tanti abbiamo un debito di riconoscenza con lui».

Per Claudio Fontana, già docente al liceo Giovio di Como: «Credo che Como, come segno di gratitudine, debba riconoscergli l’Abbondino d’Oro: per 37 anni ha organizzato un corso di filosofia con l’associazione da lui fondata, Il Paguro, con filosofi e sociologi di primissimo piano che permettevano a un normalissimo cittadino di orientarsi in un mondo complesso senza ricorre agli stereotipi. Un corso che ha visto i partecipanti invecchiare con lui. Maurizio Migliori aveva presente il ruolo del filosofo che deve riflettersi nella vita cittadina, senza rinchiudersi in una torre d’avorio. Ci sentiamo orfani di un maestro».

«Perdiamo anche un divulgatore»

Per Valerio Gaeti, artista e presidente dell’associazione Amici dei Musei di Cantù: «Ho seguito per tanti anni i suoi corsi frequentatissimi, con presenze di personalità importanti. Una perdita anche per la divulgazione culturale».

Come ricorda Christian Poggioni, attore di teatro: «Ha introdotto sia la mia Apologia di Socrate sia il mio Simposio, tratti da Platone. In particolare al Simposio, al debutto a Cantù, avevo avuto il suo commento positivo che mi aveva dato molta soddisfazione. Con atteggiamento socratico, pur essendo uno dei massimi esperti dei dialoghi platonici, ne parlava con umiltà».

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