Cantù, prende forma il commissariato e “Strade sicure” raddoppia
Sicurezza La Prefettura ha comunicato quale sarà l’impegno dell’Esercito nel periodo estivo. Oltre alle fasce serali, anche dall’una alle 7 del mattino. Il sindaco: «Deterrente fondamentale»
Cantù
L’estate si avvicina, il che significa una ripresa della vita notturna in centro e, nel peggiore dei casi, della malamovida che finisce nelle cronache. In piazza Garibaldi nelle notti del fine settimana, però, ci saranno anche i militari che da novembre pattugliano il crinale nell’ambito dell’operazione “Strade sicure”. L’annuncio è arrivato nella riunione tecnica dei responsabili provinciali delle forze di polizia che si è tenuta in prefettura, presente anche il sottosegretario all’Interno, Nicola Molteni. E’ stata concordata la modifica dei turni di servizio del personale militare di “Strade Sicure” che opera a Cantù, concentrando il loro impiego nelle giornate del fine settimana nelle fasce serali, dalle 19 alla 1, e aggiungendo anche quelle notturne, dalla 1 alle 7.
Cattaneo: «Provvidenziale»
Un ampliamento accolto molto positivamente dal sindaco Alice Galbiati: «La modifica dei turni di servizio dei militari è frutto dell’esperienza sul campo di questi ultimi mesi. Tende ad estendere e migliorare il presidio del nostro territorio nelle ore notturne, rendendo ancora più efficace il coordinamento con le altre forze dell’ordine. Garantire sicurezza e legalità è una priorità di questa amministrazione e la presenza di militari e forze di polizia è fondamentale in ottica di prevenzione e deterrenza. Ringrazio il sottosegretario Nicola Molteni, la prefettura e tutte le forze dell’ordine per l’attenzione e il lavoro di coordinamento sul nostro territorio».
Ringraziamenti condivisi dall’assessore alla Sicurezza Maurizio Cattaneo: «Al servizio serale ora si aggiunge anche il notturno, un rafforzamento provvidenziale con l’approssimarsi della stagione estiva, visto che questi si sono dimostrati gli orari piè difficili, dal punto di vista della sicurezza, che vede accadere la maggior parte dei reati. Da parte nostra non può che arrivare un enorme ringraziamento per l’attenzione verso le esigenze del territorio».
Più fredda la reazione del centrosinistra: «Non mettiamo in discussione la presenza dei limitari – dice il capogruppo del Pd Antonio Pagani – ma forse questa presenza è stata più determinante in termini di propaganda per la maggioranza che di risultati. Io penso sarebbe il caso, quando si prendono simili iniziative, di presentare dei dati che provino che ci sono dei risultati, altrimenti si parla solo di impressioni».
Pienamente concorde il consigliere dem Francesco Ape: «La nostra opinione è che si tratti più che altro di un’operazione di marketing della maggioranza per cercare consenso. Mi piacerebbe sapere se è un investimento dello Stato che ha senso, attraverso una relazione, dei dati. Inoltre si deve pensare alla prevenzione, non solo alla repressione».
Opposizione critica
Anche Lara Moggia di Cantù Civica chiede un cambio di passo: «Crediamo che sia giunto il momento di pensare a soluzioni strutturali e durature. In primo luogo, occorre investire concretamente nella polizia locale, aumentando le ore di servizio e garantendo una presenza più capillare. I vigili conoscono la città, i quartieri, le persone: sono una risorsa preziosa che va valorizzata, non sostituita».
Ma si deve guardare oltre: «La sicurezza vera non si costruisce solo con le divise. Serve un impegno serio sul fronte del disagio sociale, del degrado urbano e della prevenzione. Significa affrontare le cause, non solo i sintomi. Occorre una visione di lungo periodo».
Il commissariato
L’avvio dell’iter per l’istituzione del Commissariato della Polizia di Stato in città, il primo del Comasco, è stato ratificato in dicembre a Roma, durante l’ultimo Comitato nazionale per la sicurezza pubblica - di cui il deputato canturino Nicola Molteni è vicepresidente - svoltosi al Viminale. Avrà sede nell’ex comando della polizia locale in via Vittorio Veneto, servirà Canturino e Marianese e si può prevedere un impegno di 30-45 unità. Il Commissariato sarà, ha sottolineato Molteni «una piccola questura, necessario per rafforzare ulteriormente la presenza delle forze dell’ordine e la qualità del controllo del territorio, della prevenzione e del contrasto alla criminalità diffusa e predatoria in un area a intenso sviluppo economico».
© RIPRODUZIONE RISERVATA