Cantù, un successo il tributo ai Beatles in piazza
Eventi Circa 500 persone, arrivate nel corso della serata, per sentire brani storici suonati dai giovani The Rubber Four
Lettura 1 min.Cantù
Un giovedì sera con piazza Garibaldi riempita grazie alla musica dei Beatles, circa 500 persone, arrivate nel corso della serata, per sentire brani storici suonati dai giovani The Rubber Four. Loro hanno tutti tra i 19 e i 24 anni e sono apprezzati musicisti: Filippo Terzaghi, batteria, voce; Pierre Redaelli, chitarra, basso, batteria, voce; Giorgio Vercesi, basso e pianoforte, voce; Matteo Fumagalli, chitarra, voce; Luigi Beretta, tromba; Dante Manauta, sax; Paolo Canali, euphonium; Marta Comunetti, violoncello; Silvia Cicic, mandolino.
In scaletta, successi come “All my loving”, “She loves you”, “Yesterday”, “Helter Skelter”, “Back in the Ussr”, “Hey Jude”, “Let it be” e tutti gli altri. Serata programmata per Estate Canturina, il cartellone degli appuntamenti del Comune di Cantù, da Pro Cantù, l’associazione di cui è presidente Pasquale Di Stefano. Uno show che ha esplorato tutte le cornici sonore dei periodi artistici dei quattro di Liverpool, due ore di musica per una panoramica completa. «È stato fantastico, un paio d’ore pazzesche, un live molto emozionante - dice Terzaghi - La musica dei Beatles è musica che fa star bene, che fa sorridere. Lo si vede negli occhi della gente e forse la gioia più grande è proprio questa, vedere le persone felici per questi meravigliosi pezzi. Tutto sommato: un po’ come negli Anni Sessanta, con le sofferenze delle guerre prima e durante, le tensioni, ma anche la voglia di stare bene».
Perché i Beatles?
«È il primo vero gruppo della storia della musica - prosegue Terzaghi - Prima di loro c’erano singoli musicisti e interpreti, come Elvis Presley e Chuck Berry. In pochi anni i Beatles hanno scritto di tutto, in certi loro pezzi si rintracciano invenzioni funky, la musica psichedelica, il prog. Il brano che forse racchiude tutto è All You Need is Love e il suo messaggio di unione e coesione». Tanta la cura negli arrangiamenti: «Il nostro obiettivo era portare la musica dei Beatles senza scimmiottarla, ma cercando di trovare noi. Noi ci rivediamo tantissimo in queste canzoni. Quando suoniamo, arrivano tutte le generazioni, dai bambini delle famiglie in cui si ascoltano i Beatles, e che conoscono i pezzi, a una signora di novant’anni, ed è successo proprio ieri sera a Cantù, che ci ha avvicinati dicendo che aveva visto i Beatles al Vigorelli di Milano nel 1965: ha apprezzato molto il concerto e i suoi complimenti sono stati certamente speciali». Unico rammarico: «Purtroppo tanti ragazzi della nostra età, tanti ventenni, non sanno che quelle canzoni che sentono così spesso e che magari canticchiano pure sono canzoni dei Beatles». Christian Galimberti
© RIPRODUZIONE RISERVATA