Autovelox, colonnine in abbandono. Inutilizzate da anni e piene di rifiuti
Cantù. Due su dieci sono addirittura scomparse. L’installazione risale a un decennio fa. Il vicesindaco: «Le ripuliremo. La loro presenza rappresenta un importante deterrente»
Lettura 2 min.Cantù
Le colonnine autovelox sono arrivate in città dieci anni esatti, quando in Comune il mandato della lista civica Lavori in Corso entrava nel suo ultimo anno. Oggi, a distanza di un decennio - era il giugno 2016 - con l’Amministrazione di centrodestra che guida Cantù da quasi tutto questo periodo, sembrano una specie di farsa. Le contravvenzioni eventualmente rilevate alle colonnine sarebbero valide infatti, come si è spesso detto, solo con la presenza di una pattuglia della polizia locale nei dintorni. Ma alzi la mano chi ha visto presentarsi questa situazione sulle strade della città negli ultimi anni. E infatti, in più di un caso, sono diventate dei cestoni portarifiuti. Con spazzatura vecchia di anni. Laddove le colonnine sono state rimosse, anche a causa dei vandalismi, permangono i cartelli che annunciano comunque controlli: una presa in giro.
La mappa
Da molti sono ritenute innocue. Chi passa più occasionalmente in città, invece, le nota. Teme la multa al di sopra del limite dei 50 chilometri orari. A vederle però più da vicino, anche un forestiero avrebbe meno paura. Innanzitutto: due colonnine, delle dieci iniziali, non ci sono più. In via Mentana, quella che fu persino presa a mazzate da un anonimo contestatore, è stata tolta di mezzo per fare spazio alla pista ciclopedonale. In corso Europa, era arrivato Fleximan: la colonnina atterrata era stata rimossa. Sopravvive appunto il cartello che annuncia controlli. Vabbè. Ci sono poi le colonnine versione discarica. In via Piemonte, pericoloso rettilineo tra Mirabello e Figino, la spazzatura è ben visibile. In via Baracca, pure. Quante volte saranno state utilizzate in tempi più o meno recenti? Mai? In via Mazzini c’è addirittura un grosso sacco nero annodato all’interno. Ci può essere dentro di tutto. Perfetto per gli amanti del giallo.
Sarebbe interessante conoscere il numero delle contravvenzioni elevate nelle singole postazioni in queste anni. Impolverate le colonnine di via Monte Baldo, via Giovanni da Cermenate, via Milano, via per Cucciago. Più decente quella di piazza Piave, in centro a Vighizzolo. Quale futuro avranno queste colonnine? La Provincia l’ha chiesto ieri all’assessore alla sicurezza Maurizio Cattaneo e al sindaco Alice Galbiati, entrambi Lega, senza ottenere alcuna risposta in tempo utile.
Da Maspero l’unico commento
È stato invece possibile avere un commento dal vicesindaco Valeriano Maspero (FdI): «Le colonnine per il rilevamento della velocità sono tuttora utilizzate dalla polizia locale, non come postazioni fisse ma con un sistema di rotazione delle apparecchiature di controllo - dice - La loro presenza rappresenta comunque un importante strumento di deterrenza, perché induce gli automobilisti a mantenere comportamenti più prudenti e rispettosi dei limiti di velocità, contribuendo concretamente alla sicurezza stradale».
«Per quanto riguarda la segnalazione relativa alla presenza di rifiuti o materiali abbandonati all’interno di alcune colonnine - aggiunge Maspero - provvederemo immediatamente a informare Service 24 e il comando di polizia locale affinché vengano effettuate le necessarie verifiche e la bonifica delle strutture interessate. È importante che questi strumenti, oltre a svolgere la loro funzione di prevenzione, siano mantenuti in condizioni decorose e rispettose dell’ambiente urbano».
Da ricordare che in città vi sono quattro photored che multano gli automobilisti che passano con il rosso: via Giovanni XXIII, via Fossano, viale Lombardia e via Manzoni. Sembrano funzionare.
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