Commercio che muore anche in via Ariberto a Cantù. Addio Polleria Brenna, aperta dal 1941

Tempi che cambiano Chiude lo storico esercizio: «Siamo alla quarta generazione, a fine mese lasciamo». Da Bolla al vicesindaco: rammarico e ringraziamenti

Il negozio ha aperto nel 1941, nonostante fosse in corso la Seconda Guerra Mondiale. Da allora, tre generazioni di commercianti, all’angolo tra piazza Garibaldi e via Ariberto, che fanno quattro con il bisnonno, che da ambulante vendeva il pollo. Chiuderà a fine mese la storica Polleria Brenna: il lavoro c’è, ma è impossibile trovare qualcuno disposto a subentrare.

Il racconto e le lacrime agli occhi

Il contesto è la chiusura delle attività di vicinato in centro città, la desertificazione che prima si è avvertita in Pianella, tra largo Adua e via Dante, poi in via Matteotti - dove comunque c’è stata una riapertura recente - e ora anche in via Ariberto. Sono due famiglie di fratelli fra loro cugini, quelle che lavorano dietro al bancone da una vita.

Tutti Brenna: fino a non molto tempo fa, c’era anche Andrea, 75 anni, ora in pensione, e adesso Silvio, 69, Angelo, 63, Roberto, 65. Lavorano da una cinquantina d’anni: hanno iniziato da ragazzini. Lacrime agli occhi, al ricordo dei tanti sacrifici. Prossimamente, comparirà un cartello, dove a ringraziare sono oltre anche Piera, Laura, Marina e Fiorangela, compagne di vita dei quattro cugini, ultimi di una grande famiglia e le sorelle Giuliana, Laura e Antonella.

«Dal 31 luglio verrà cessata l’attività - la comunicazione che prossimamente verrà affissa - Si ringraziano i nostri clienti storici per la fedeltà e la fiducia trasmessa alla nostra attività che oggi compie 82 anni. Noi fratelli ormai per raggiunti limiti di età e di salute, non potendo contare su un ricambio generazionale, lasciamo la città di Cantù con un’azienda ancora attiva e viva nel cuore dei nostri clienti che ci hanno sostenuto nei momenti più bui della nostra attività: la Seconda Guerra Mondiale, l’austerity negli Anni Settanta, mucca pazza, l’aviaria, la concorrenza della grande distribuzione. Il Covid: il nostro negozio è stato a sostegno di tanti cittadini specialmente anziani, nonostante il momento gravissimo e rischioso».

«Da due anni stiamo cercando qualcuno che voglia subentrare - dice Roberto Brenna - chiedendo anche nel settore, ma non è facile. Speriamo comunque che qualcuno si faccia avanti. Più in genere, per il commercio di Cantù: questi sono anni difficili, ma poi, se penso al progetto sull’area ex De Amicis e alle altre idee per cambiare la città, spero proprio che la città possa vivere un rilancio».

«La città si riqualificherà»

Dispiaciuto anche Alessandro Bolla, referente per Cantù di Confcommercio Como: «Peccato davvero, erano molto attaccati sia a Cantù che alla piazza: è un mestiere difficile e di enorme responsabilità professionale, non facile trovare qualcun altro».

Per il vicesindaco e assessore alle attività economiche Giuseppe Molteni: «Purtroppo con cause di questa natura, anche come Comune non potremmo fare molto, anche se con i bandi sul commercio stiamo provando a creare dinamismo. Ringraziamo i Brenna per essere un pezzo di storia della nostra città: dispiace che un negozio di grande tradizione non ci sia più». Sul presente e sul futuro: «La situazione è complessa ma gli interventi che stiamo facendo avranno riscontri sul medio periodo. Contiamo tantissimo su questi progetti: il De Amicis, l’Arena, il bando Europan, museo diffuso. Sono convinto che la città si riqualificherà».

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