Crans-Montana, Lorenzo ora sta meglio. Torna al Niguarda per le ustioni

Cantù Bertolaso ha aggiornato sulla situazione dei ragazzi feriti nel rogo. Superata l’emergenza respiratoria al Policlinico

Cantù

Migliorano le condizioni di Lorenzo, il 15enne di Cantù rimasto ferito nell’incendio di Capodanno a Le Constellation, a Crans-Montana, in Svizzera (una strage con 41 morti e 121 feriti). Entro un paio di giorni lascerà il Policlinico di Milano, dove si trova da qualche settimana per curare un problema respiratorio: tornerà al Niguarda, sempre nella città metropolitana, dove era già stato e dove proseguirà il suo percorso di cura per le ustioni.

A riferirlo, in queste ore, è l’assessore regionale al welfare Guido Bertolaso. «Dopo quaranta giorni di ansia e di preoccupazioni, di fatto, oggi tutti i ragazzi che sono ricoverati all’ospedale Niguarda sono stati trasferiti dalla terapia intensiva al centro ustioni - ha dichiarato ai microfoni del Gr1 - - Diciamo che la parte più critica della situazione loro, sicuramente, è stata superata.

La prognosi

«Sono sette ragazzi - ha ricordato - E poi ne abbiamo un ottavo. Lorenzo è andato al Policlinico: i medici pensano che nell’arco delle prossime 48 ore potrà essere restituito al Niguarda. Si riunirà ai suoi amici: sono tutti ragazzi che si conoscevano, alcuni addirittura compagni di classe».

L’assessore al Welfare, nel contesto della seduta straordinaria del Consiglio regionale dedicata alla situazione del Sistema sociosanitario lombardo, ha dichiarato che «a poco più di un mese dal terribile evento possiamo dire che nessuno dei feriti è più in immediato pericolo di vita - ha spiegato - dei dodici pazienti presi in carico dal sistema sanitario lombardo, quattro sono già stati dimessi».

Poi, riferendosi di nuovo al giovanissimo canturino, ha proseguito: «Attualmente sette pazienti sono ricoverati al Centro grandi ustionati dell’Ospedale Niguarda e a breve anche il paziente oggi al Policlinico sarà trasferito nella stessa struttura».

I soccorsi

L’adolescente comasco era stato soccorso, dapprima, all’ospedale di Ginevra. Già il 2 gennaio era stato poi trasportato in elicosoccorso al Niguarda. Quindi, una dozzina di giorni dopo, trasferimento al Policlinico, al fine di ricevere cure più specifiche per superare una insufficienza respiratoria. Per Lorenzo, i medici avevano indicato la necessità di terapie e trattamenti più mirati.

Il paziente, che non è tra quelli con una maggior superficie corporea ustionata, aveva sofferto di una grave insufficienza respiratoria. Da qui la necessità di sottoporlo a procedure specifiche per questo tipo di problematica. Il Policlinico di Milano possiede un’elevata esperienza clinica nell’Extra Corporeal Membrane Oxygenation. Un supporto, in seguito, non più necessario per il giovane.

Lorenzo, è stato detto, era amico della coetanea Sofia Prosperi, la più giovane italiana morta nella strage - la ragazza, nazionalità anche svizzera, viveva in Ticino - per la comune frequentazione all’International School di Fino Mornasco.

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