Digiuno dai cellulari per la Quaresima. «Guardate le persone, non lo schermo»

Cantù Lettera aperta del prevosto don Maurizio e di don Paolo, con un invito alla riflessione. «Sia un tempo di essenzialità. Per accorgerci delle crepe di questo mondo e non sui telefonini»

Cantù

Un digiuno dagli sguardi continui sugli smartphone. Per una Quaresima di Pasqua - per i cattolici, tempo di rinuncia - pensata per alzare gli occhi sulle persone in difficoltà e sui problemi nel mondo. È questo il messaggio in forma di lettera aperta che il prevosto della comunità pastorale San Vincenzo Maurizio Pessina e don Paolo Confalonieri, responsabile della pastorale giovanile, insieme alla comunità educante delle cinque parrocchie - San Paolo, San Teodoro, San Michele e San Carlo a Cantù, più San Leonardo a Intimiano - vuole lanciare come riflessione oltre che come indirizzo.

Il messaggio

«Sia dunque la Quaresima dei ragazzi, dei giovani e della comunità adulta, tempo di essenzialità e di preparazione alla Pasqua, un tempo per digiunare da sguardi compulsivi su schermi crepati e un tempo per accorgerci delle crepe di questo mondo», il messaggio. Lo schermo crepato è quello che si può notare proprio sui cellulari, magari segnati da una caduta di troppo. Uno spunto da cui i sacerdoti avviano le proprie considerazioni.

«Non è infrequente vedere persone con gli schermi dei cellulari crepati - scrivono don Maurizio e don Paolo - Queste crepe sullo schermo ci fanno pensare a qualcosa di non immediatamente evidente e cioè che tutti abbiamo qualche “crepa”, qualche “distorsione” nel nostro modo di vedere la realtà, di vedere noi stessi, di vedere gli altri, di vedere Dio. Dobbiamo riconoscerlo. Lo schermo del nostro sguardo è crepato. Ma forse la soluzione non è cambiare continuamente telefono per avere modelli più sofisticati e cover più resistenti».

«Inizia la Quaresima, tempo apparentemente desueto perché le classiche parole quaresimali, come preghiera, penitenza e digiuno, sembrano obsolete - l’affermazione - Eppure, tutti desideriamo la semplicità di San Francesco d’Assisi che parlava agli uccellini. Ma da dove è partito Francesco e il suo itinerario spirituale? Tutti gli studiosi sono concordi nel ritenere che uno dei momenti decisivi per la sua conversione sia stato l’incontro col lebbroso. Dunque, la nostra prima preoccupazione non dovrebbero essere le “crepe” dei nostri schermi, cioè dei problemi relativi che non fanno altro che chiuderci in noi stessi, ma le “crepe” della vita degli altri, le crepe assurde di questa società e di questo mondo che preferisce l’immagine alla verità, l’individualismo alla fraternità, la guerra alla pace».

Il progetto dei padri Concettini

Da venerdì a domenica, la comunità pastorale sarà in pellegrinaggio ad Assisi.

«L’occasione eccezionale dell’esposizione del corpo di San Francesco in occasione degli ottocento anni dalla sua morte ci permette di riflettere sull’intensa relazione personale con Cristo che quest’uomo spirituale ha avuto. Il pellegrinaggio permetterà di riflettere sul nostro itinerario spirituale», il riferimento al Progetto Nicodemo, traccia unitaria di un percorso interno alla comunità.

E se sarà anche rinuncia a comprare un nuovo smartphone, ma non solo, si potrà essere concreti aiutando il prossimo: «Le nostre rinunce quaresimali contribuiranno a sostenere il progetto dei padri Concettini “Un faro di speranza per i bambini di Odisha”, in India. Possiamo lasciare la nostra offerta nelle cassette Caritas in tutte le chiese della comunità».

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