Ecco le immagini della spaccata Il blitz è di una banda di ragazzi

Cantù I tre autori del colpo notturno, tutti giovani, ripresi dalle telecamere dell’autolavaggio Armeggiano a lungo e non sembrano professionisti. Ma alla fine fuggono con i due mini forzieri. Guarda le immagini

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Cantù

La sensazione è che non siano dei professionisti: probabilmente si tratta dell’ennesimo episodio di criminalità messo a segno, a Cantù, da giovani, se non giovanissimi. Tre ragazzi. Parcheggiano l’auto nello spiazzo all’angolo tra via Giovanni da Cermenate e corso Europa, all’esterno del ristorante Lunario. A quell’ora, chiuso: sono le tre di notte, ancora non è giovedì mattina. I tre attraversano la strada e compaiono poi all’improvviso nella videosorveglianza dell’autolavaggio che stanno per derubare. Camminano in fila indiana. Cappuccio dei giubbini sopra la felpa e mascherine a coprire la bocca. Si avvicinano alle macchinette cambiagettoni. Impiegano un po’ a forzare la porta dell’ufficio a fianco, dove si trova il retro dei due piccoli forzieri. Ci riescono e poi fuggono.

Contanti, gettoni e tessere

Il furto all’autolavaggio self 24 ore dell’altroieri come un film. All’incirca 4mila euro di valori sottratti tra contanti - circa 1.700 euro - gettoni e tessere. Sopra le teste dei ragazzi, in vari punti del piazzale, ci sono sei telecamere. La regia, nel passaggio tra un’inquadratura e l’altra, dispensa atmosfere da thriller. Dapprima la camminata in campo lungo, da una telecamera all’altra, che passa dal profilo al frontale. Poi i particolari dei volti, per quanto travisati, quasi in primo piano. Uno con giubbino blu scuro e mascherina azzurrina. Un altro con giubbino chiaro con qualche macchia di colore, cappellino e uno scaldacollo verde. L’altro vestito di scuro. Tutti quanti, ai piedi, hanno sneakers alla moda.

Uno fa da palo, guarda verso la strada. Gli altri due iniziano l’operazione di forzatura. Con degli arnesi da scasso provano ad aver ragione della porta in tre diversi punti. Si tratta di un’operazione che pare piuttosto lunga: diversi minuti. Figlia forse di una certa inesperienza. E che non si possa impiegare tutto questo tempo ad aprire una porta, sembra pensarlo anche il palo della banda. Che inizia a dare man forte.

Visibile il nervosismo

Sembra esserci un certo nervosismo. Anche se è notte fonda, sotto scorre corso Europa: una mezza tangenziale. E infatti il transito di un camion disturba le operazioni di scasso. I tre ragazzi mollano per un attimo la porta e si avvicinano verso gli aspiratori dei tappetini con vista sulla strada. Quasi a fingere di essere lì di passaggio.

No problem: il furto può riprendere. Dopo una lotta che sembra piuttosto lunga, la porta cede. I tre tirano la maniglia. La porta si apre ed entrano nell’ufficio. L’ultima inquadratura è sulla fuga dei tre ragazzi. Il primo esce con uno dei cassetti. Il secondo, un po’ goffamente, gli corre dietro. Il terzo: anche lui ha in mano un pezzo di gettoniera. Spariscono.

Si vedono poi i fari di un’auto che si accendono. Anche questi vengono inquadrati da una delle telecamere. I ladri scendono sulla strada provinciale che porta alla vicina Cantù Asnago. Dove alcuni gettoni verranno poi ritrovati nelle vicinanze del Bar Station. Saranno ora i Carabinieri di Cantù, con quanto a loro disposizione - l’auto potrebbe essere passata sotto le leggitarga al confine con Cermenate - ad aggiungere altri elementi.

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