La sentenza: ex sindaco e giunta assolti. «Nessun falso»

Vertemate con Minoprio La soddisfazione di Capitani: «Ma bastava leggere i documenti»

Vertemate Con Minoprio

L’ex sindaco Maurizio Capitani e la sua giunta si sono sempre detti tranquilli, certi di non avere niente da temere o di cui vergognarsi. Ora possono affermarlo con voce più forte: il tribunale di Como li ha assolti con formula piena perché il fatto non costituisce reato.

Nel 2022 la giunta in carica nel mandato 2014/2019, quindi il sindaco Maurizio Capitani, Damiano Rivolta, Giuliano Aleo, Sara Melli e Silvia Aragona, era stata rinviata a giudizio a seguito di un esposto presentato nel 2019 dal gruppo d’opposizione Idee in Comune, formato dall’attuale primo cittadino Riccardo Pellizzari e da Roberto Sironi. L’ipotesi di reato, quella di falso ideologico in atto pubblico perché, secondo la minoranza di allora, la giunta avrebbe deliberato in merito alla copertura finanziaria di lavori per 40mila al cimitero vertematese in assenza di atti ufficiali e di copertura finanziaria, determinando un buco in bilancio.

Il fatto non costituisce reato

Eppure, commenta Maurizio Capitani «sarebbe bastato leggere con attenzione i documenti per capire che quegli interventi complementari erano totalmente finanziati all’interno del quadro economico originario, tanto è vero che tutti gli atti erano dotati del parere favorevole di regolarità contabile e i lavori suddetti vennero regolarmente pagati. Tutto ciò non poteva sfuggire a due amministratori esperti che avevano ricoperto il ruolo di sindaco e assessore all’urbanistica per ben dieci anni ma, evidentemente, l’occasione di creare un danno o, almeno, un fastidio al sindaco Capitani dopo la sconfitta elettorale del 2019 era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire».

«Ha perso il paese»

L’assoluzione della giunta segue al già intervenuto proscioglimento del segretario comunale. «Si chiude, così, felicemente - continua - una vicenda che abbiamo dovuto gestire per oltre sei anni sia come rappresentanti di un’Istituzione sia, prima ancora e soprattutto, a livello personale e umano. Lo abbiamo fatto con dignità, compostezza e nel rispetto del lavoro della Magistratura, sicuri che la giustizia, alla fine, avrebbe fatto il suo corso, come è stato».

Ora che la vicenda si è conclusa il gruppo ritiene doveroso informare i cittadini. Vicenda che però ha lasciato il segno: «I vincitori siamo noi – le parole della giunta Capitani - che usciamo completamente assolti da questo procedimento, anche se abbiamo pagato un prezzo alto a livello personale. Il sindaco Pellizzari, invece, ha perso. Ha perso perché siamo stati assolti con formula piena, ha perso perché questa sentenza ha smontato la narrazione che ha fatto in questi anni in consiglio comunale e fuori».

Soprattutto, però, «ha perso il paese, perché in un momento storico caratterizzato da una generale disaffezione per la politica, specie a livello locale, questi atteggiamenti rappresentano la migliore ricetta per far sì che sempre meno persone si mettano in gioco a servizio di quel bene comune tanto sbandierato». Resta una cicatrice, ben chiara nei rapporti burrascosi tra maggioranza e opposizione e, l’acuminata stoccata finale, resta «al sindaco Pellizzari la palma di avere toccato il punto storicamente più basso della battaglia politica nel nostro paese».

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