Quale futuro per il De Amicis? «Il consiglio comunale va coinvolto»

Cantù Dalle minoranze critiche al sindaco Galbiati per la totale mancanza di un confronto. Pagani: «Come cambierà la destinazione d’uso?». Volontè: «Attendiamo ancora un incontro»

Lettura 1 min.

Cantù

Dalle minoranze consiliari si chiama in causa l’Amministrazione di centrodestra: si chiede che sull’area dell’ex collegio De Amicis ci sia comunicazione, si rimarca di come il consiglio comunale e i cittadini siano stati esclusi da una questione importante.

Mentre viceversa il sindaco Alice Galbiati siede a un tavolo riaperto proprio ora, dopo la pausa estiva, un tavolo che si sta occupando, con la proprietaria Facec, la comunità pastorale San Vincenzo - che nel mentre ha messo in salvo migliaia di volumi della biblioteca - e con «soggetti che lavorano nell’ambito immobiliare, ma che non sono immobiliaristi», come detto dal primo cittadino, del recupero immobiliare di salita Camuzio.

La posizione del Pd

Per il Pd, il cui capogruppo consiliare è Antonio Pagani: «Nonostante i continui richiami, la sindaca, delega ai “grandi progetti”, aveva lanciato sul De Amicis un mantra, “il silenzio è d’oro” - scrive il gruppo consiliare in una nota - Ora, risollecitata dalla stampa, ha deciso di non sottrarsi, sempre però senza allontanarsi dal vago. L’area, unitamente al potenziamento del servizio di trasporto pubblico, rappresenta il grimaldello per “rigenerare” la città. Il Pd, con la coalizione che lo sostiene, si è sempre distinto avanzando proposte concrete in merito. Non c’è mai stata alcuna apertura né risposta».

Sulle ultime dichiarazioni: «La sindaca non cita in alcun modo il Consiglio comunale che è il responsabile primo delle linee di indirizzo alle quali la Giunta deve ispirarsi. Concordiamo, ovviamente, sulla “collina del sapere”, ma riteniamo grave non citare funzione e ruolo dell’area. Come cambierà, se cambierà, la destinazione d’uso? Quanto “sapere”, quanto “edificazioni”, quanto “pubblica utilità”? La sindaca aveva fissato, era il giugno 2025, una prima possibile scadenza per l’autunno dello scorso anno. Ora si riserva di non esprimersi. Sono seguite complicazioni non risolte? Abbiamo registrato in questi giorni affermazioni circa una ipotizzata “Casa dello Sport”; non ne sappiamo di più, ne chiediamo conferma e di conoscere se ha qualche relazione con il tavolo aperto sull’area De Amicis».

Per Guido Calciolari, consigliere comunale eletto con la civica “Noi con Antonio Pagani”: «Contenti che la sindaca abbia parlato di “collina del sapere”: era in testa al nostro programma elettorale. Se “il silenzio è d’oro”, la comunicazione è ancora più preziosa. Ma questa tra maggioranza e minoranza non c’è».

«Un grazie ai volontari»

Per Cecilia Volontè, capogruppo consiliare di Cantù Civica: «Prima di tutto, un sentito ringraziamento ai volontari che hanno messo al sicuro il patrimonio culturale. Per le dichiarazioni della sindaca: verrebbe da dire che non si può commentare quello che non si sa, visto che tutto è top secret. C’è stata un’assemblea pubblica sul tema, a significare l’interesse dei cittadini che si aspettavano una restituzione, un aggiornamento dalla sindaca. Ma i processi partecipativi non sono nelle corde di questa Amministrazione comunale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA