Il prete missionario e il volontario storico della Protezione civile: consegnate a Mariano le benemerenze alla memoria

L’annuncio I riconoscimenti decisi dai capigruppo dei partiti di maggioranza e opposizione. Menzione a Tommaso Scognamiglio, ex preside del Monnet. La consegna sarà il 26 dicembre

Don Alberto Vigorelli, il prete che ha legato il suo nome alle missioni senza confini nel mondo, dal Burundi al Perù, fermandosi a Mariano dove è spirato lo scorso febbraio all’età di 82 anni. Antonio Marco Giannotti, storico volontario della Protezione civile, in prima linea nel fronteggiare gli incendi, vinto dalla malattia un anno fa, all’età di 74 anni.

Queste sono le due figure che verranno insignite della benemerenza civica alla memoria il 26 dicembre quando la comunità si fermerà per dire il proprio “grazie” alle persone capaci di portare il nome della città oltre i confini del Comune. Una menzione va a Tommaso Scognamiglio, ex preside dell’istituto “Monnet”, che in quindici anni ha posto le basi per l’attuale successo della scuola.

Cerimonia alla patronale

I riconoscimenti sono stati così definiti dai capigruppo maggioranza e opposizione che siedono in consiglio comunale nella riunione convocata lunedì. Tre le candidature arrivate in Comune nel periodo di raccolta delle segnalazioni promosse dai cittadini e associazioni, e corredate da una motivazione, per sostenere l’assegnazione del più alto riconoscimento che la città possa dare a una persona, residente o meno non è più un vincolo, come definito dal regolamento per la consegna delle benemerenze aggiornato qualche anno fa con l’aggiunta dei riconoscimenti quali la menzione e il premio di fedeltà al lavoro.

L’appuntamento con la consegna delle benemerenze è per il 26 dicembre, in occasione delle celebrazioni per il patrono Santo Stefano, nella sala civica di piazza Roma. Qui verrà consegnata l’onorificenza alla memoria di don Alberto, candidatura promossa da Chiara Pellegatta, e sposata da tutto l’arco politico locale, come spiega il capogruppo di Forza Italia, Armando d’Addesio. «L’abbiamo votata all’unanimità» ricorda l’azzurro, spiegando come si voglia così riconoscere la missione di don Alberto. Un prete per cui la fede era una lotta, che poteva portare anche allo scontro, con le autorità politiche o anche ecclesiastiche, ma sempre con un obiettivo preciso, indicato dal Vangelo: la difesa dei più deboli.

Sempre in prima linea

All’unanimità è stata riconosciuta la benemerenza anche a Gianotti che ha combattuto in prima linea il fronte del fuoco, in terra sarda o nelle prove antincendio locali, vestendo per trent’anni la divisa di volontario della Protezione civile a Mariano. Proprio il gruppo di via Dei Cipressi lo ha candidato all’onorificenza, tratteggiando nelle motivazioni l’azione compiuta dall’uomo, pronto sempre a rispondere presente alle chiamate d’emergenza del territorio.

Un riconoscimento va a Tommaso Scognamiglio, il preside che ha guidato lo “Jean Monnet” nei primi quindici anni del Duemila, rilanciando l’istituto.

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