Il racconto del comandante che ha salvato una donna aggredita dall’ex compagno: «Lui la prendeva a pugni, l’ho bloccato»
Cantù Il luogotenente Matteo Calvia stava passando da via Baracca in auto ed è intervenuto subito
Cantù
«Ero in macchina, libero dal servizio, ma i miei ragazzi mi avevano avvisato di quanto stava avvenendo. Ad un certo punto, in via Baracca a Cantù, mi sono trovato davanti alla scena: la ragazza contro un’inferriata e l’uomo che la prendeva a pugni in faccia. Sono sceso e l’ho bloccato».
Il luogotenente Matteo Calvia, comandante della stazione dei carabinieri di Cantù, è stato il primo ad intervenire nella giornata di martedì, in pieno giorno – tra le 14 e le 15 – per salvare una ragazza di 25 anni che l’ex compagno stava barbaramente picchiando in mezzo alla strada, senza prestare troppa attenzione a persone che avrebbero potuto vederlo. Una situazione fuori controllo, che proseguiva già da sei giorni, da quanto cioè l’aggressore, 24 anni, aveva di nuovo intercettato la ex costringendola a seguirlo senza la possibilità di chiedere aiuto, avendole tolto anche il telefono.
La segnalazione
La svolta, però, è arrivata grazie all’arresto in strada, con il ventiquattrenne di origine tunisina ora portato al Bassone in attesa dell’interrogatorio che si svolgerà oggi. La procura di Como, con un atto a firma del pubblico ministero Michele Pecoraro, contesta i maltrattamenti in famiglia ma anche le lesioni e il sequestro di persona. Il comandante della stazione di Cantù, decisivo con il suo intervento per evitare conseguenze peggiori, racconta però anche un particolare non noto ma decisivo: è stata infatti la ragazza, con uno stratagemma, a riuscire a far capire ad un barista che qualcosa non andava.
«È entrata in un bar con la scusa di comprare un pacchetto di sigarette – conferma il Luogotenente Calvia – Poi al barista ha confidato, senza farsi vedere, quello che stava avvenendo, con l’ex compagno fuori che la picchiava e la tratteneva contro la sua volontà».
L’intervento
Il barista a questo punto ha avvisato i carabinieri che si sono messi sulle tracce della coppia che nel frattempo si era allontanata. Ed è stato a questo punto, mentre le ricerche erano ormai state diramate, che il comandante di Cantù, che in quei minuti non era in servizio ma che era tenuto al corrente di quanto stava avvenendo, mentre era in macchina si è trovato di fronte al brutale pestaggio capendo subito che si trattava della coppia che i suoi uomini stavano cercando.
«Ho pensato di guadagnare tempo in qualche modo – confessa – ma proprio mentre facevo questa valutazione, attendendo i miei uomini, lui ha iniziato a colpire la ragazza con violenza e con pugni in faccia, tenendo anche in mano un mazzo di chiavi. La giovane aveva l’occhio chiuso, era piena di lividi. Così sono sceso e sono intervenuto bloccandolo» e aspettando poi l’arrivo della “gazzella” della stazione.
La relazione tra i due era iniziata ne 2025, poi a novembre si era interrotta. Ma negli ultimi giorni l’uomo era riuscito a capire dove la giovane vivesse, raggiungendola e costringendola con la forza a seguirlo. Fino all’epilogo della giornata di martedì in via Baracca a Cantù. Con l’aggressore arrestato e ora chiamato a fornire spiegazione di quanto fatto al giudice che oggi lo interrogherà.
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