Cronaca / Cantù - Mariano
Giovedì 08 Gennaio 2026
Il racconto del rapinato di via Unione. «Calci a mia moglie, anch’io sono caduto»
Cantù L’uomo di 68 anni: «Li abbiamo incrociati per strada. Poi ci hanno seguito sotto casa». «Le hanno strappato la borsa ed è finita per terra. Ora è dolorante. Li ha traditi il bancomat»
Cantù
Chi l’ha subita, difficilmente potrà dimenticare un’aggressione così brutale, avvenuta in pieno centro. Sotto casa. Quando ormai si era arrivati al sicuro. Una rapina. Per prendersi il contenuto di una borsetta.
«Mia moglie, purtroppo, ha subito le percosse, ed è ancora un po’ dolorante. È stata strattonata, è finita per terra. È stata percossa probabilmente con qualcosa, ha ricevuto anche delle pedate in faccia. Io, purtroppo, ho un equilibrio molto precario: sono scivolato, sono caduto, sono rimasto a mia volta bloccato nel corso dell’aggressione, a comunque sto abbastanza bene. I danni fisici si recupereranno, sono quelli morali che invece, temo, richiederanno del tempo».
Già costretto al deambulatore
A parlare è il 68enne, costretto già prima dell’aggressione a muoversi con un deambulatore, che, con la moglie di 67 anni, è stato aggredito da due persone nella tarda serata di domenica, in via Unione, una strada del centro città. Fatti per cui i Carabinieri della stazione e del nucleo operativo e radiomobile di Cantù hanno poi arrestato Francesco Salvatore Giacalone, 42 anni, originario di Mazara del Vallo, Sicilia, e Denis Leonetti, 40 anni, di Cantù.
«Erano in due - racconta il 68enne - Li abbiamo prima incrociati per strada. Poi probabilmente ci hanno seguito. Noi stavamo andando verso casa dopo aver messo l’auto in garage. Praticamente è successo sotto casa nostra. Non so se sia stato qualcosa di pianificato, o se abbiano deciso di farci questo nel momento in cui ci hanno incrociato. Non ne ho idea».
Via con portafogli, chiavi e 50 euro
Alla donna è stata presa con violenza la borsa contenente effetti personali e carte di pagamento. Lei ha cercato di opporre resistenza. «La borsa si è aperta perché mia moglie non la lasciava andare. Il contenuto è finito per terra. Questi hanno preso il portafoglio e un altro contenitore con delle chiavi. C’erano anche dei soldi: 50 euro. Poi sono scappati. Se ne sono andati». La donna ha riportato lesioni e traumi alla mano e al braccio destro ed è stata poi trasportata dal personale del 118 all’ospedale Sant’Antonio Abate di Cantù, dove è stata dimessa con una prognosi di 15 giorni.
I due sono stati traditi però dall’uso delle carte. «Sul telefono, a mia moglie sono arrivati dei messaggi in cui la si avvisava del tentativo di usare la carta bancomat», racconta il marito. Un aspetto che, nell’immediatezza delle ricerche, ha permesso ai Carabinieri del radiomobile di individuare due uomini, a volto coperto, intenti a prelevare denaro proprio presso l’Atm del Banco Desio, in via Manzoni. I due sono stati fermati e perquisiti. Uno di loro è stato trovato in possesso della carta bancomat intestata alla vittima. Da qui, tutti gli accertamenti successivi per accertare, appunto, il possibile coinvolgimento dei due nella rapina.
«Vedremo se la giustizia...»
Non c’è solo il dolore fisico patito a causa dell’aggressione. Si dovrà fare conto, soprattutto, con le cicatrici dell’anima. «Purtroppo non possiamo non pensare spesso a quello che ci è appena accaduto - prosegue con amarezza il marito - Presi, li hanno presi. Ora vediamo come finirà a livello di giustizia. Ma speriamo soprattutto di superare quello che ci è capitato». Potrebbe non essere così semplice. Anzi.
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