Il sindaco di Cantù a Roma per i soldi dell’Arena: «Incontrato Abodi, il milione arriverà»

Città del basket I fondi ottenuti nel 2004 per il Palababele sono bloccati e hanno creato un buco. Alice Galbiati è ottimista dopo la missione dal ministro. «Il cantiere andrà avanti regolarmente»

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Cantù

C’è un filo che lega il Palababele, il PalaTurra e l’Arena e non è solo la speranza dei canturini di dare finalmente una casa alla Pallacanestro Cantù. E’ un filo lungo 22 anni, al fondo del quale è legato un contributo da un milione e 400mila euro, riconosciuto al Comune per il palazzetto. Qualunque fosse, vien da dire.

Ma ora che quei soldi servirebbero, ora che verrebbero utilizzati per davvero per un impianto che ha quasi preso forma spazzando via anche i dubbi dei più malfidenti, ora quei soldi non ci sono più.

Servono per il piano finanziario

Il che significa che quel buco nel piano finanziario dell’Arena - al netto di un anticipo - pari a un milione e 50mila euro dovrebbe coprirlo piazza Parini. Per questo martedì il sindaco Alice Galbiati è andata a Roma, dove ha incontrato il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, tornando con in tasca la concreta disponibilità a vagliare diverse soluzioni percorribili per sbloccare quei fondi. E chiarisce che « il cantiere prosegue e proseguirà regolarmente». La cosa più importante. Si è trattato di un incontro istituzionale di aggiornamento sullo stato avanzamento lavori del progetto della Casa del basket, al quale ha partecipato anche l’amministratore delegato di Cantù Arena Andrea Mauri. Nel corso della mattinata è stato affrontato il tema del contributo statale previsto dalla Legge 291/2003 per la realizzazione di una struttura sportiva sul territorio di Cantù.

Ad attivare il contributo era stato il deputato dell’allora Pdl Antonio Palmieri, e lo stanziamento avrebbe dovuto essere erogato in tre tranche nel triennio 2003/2005. In corso Europa svettava ancora il Palababele, col suo piramidone rosso, i graffiti, i suoi miliardi di vecchie lire gettati al vento. Il progetto di cui l’archistar Vittorio Gregotti, scomparso nel 2020, diceva amaro «nella mia carriera ho realizzato oltre 1.500 opere, una poteva anche andare male». E l’ha fatto maestosamente.

Il contributo ministeriale, riconosciuto al Comune di Cantù nel 2004 per un importo complessivo di 1,4 milioni di euro, ha già dato luogo a una prima erogazione nel 2012, pari a 350mila euro. Il primo e unico stato di avanzamento lavori del PalaTurra. In questi vent’anni e avvicendamenti progettuali si è avuta una complessa stratificazione temporale e amministrativa, si sono susseguite comunicazioni da parte di piazza Parini in merito al cambio di utilizzo di quel gruzzolo. Con il progetto della nuova Arena il Comune ha formalmente riattivato il confronto con il Ministero, approfondito nell’incontro di martedì, per ricostruire il quadro complessivo della vicenda e confermare quindi la volontà condivisa di individuare le soluzioni più opportune rispetto alle risorse originariamente destinate al progetto sportivo cittadino.

«Diverse soluzioni percorribili »

«Ringrazio il Ministro Abodi per l’incontro particolarmente proficuo – le parole del sindaco Alice Galbiati -, che ha consentito di mettere a fuoco diverse soluzioni percorribili che verranno sviluppate nel corso delle prossime settimane in un clima di piena collaborazione istituzionale. Il Ministro ha confermato attenzione e sostegno al progetto dell’Arena, riconoscendone il valore sportivo, urbanistico e territoriale. È importante sottolineare che il cantiere prosegue e proseguirà regolarmente». Verosimile, quindi, che se si rendesse necessario anticipare queste risorse lo farebbe il Comune, forte comunque della fondata possibilità di poterli poi recuperare.

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