Incendio a Crans, canturino trasferito al Policlinico

La scelta Bertolaso: «Decisione collegiale per garantire la più alta qualità di cura a tutti i ragazzi coinvolti»

Cantù

Crans Montana, il giovane canturino trasferito al Policlinico.

Dopo una dozzina di giorni trascorsi al Niguarda il ragazzo vittima dell’incendio di fine anno è stato portato ieri nell’altro grande ospedale di Milano città, per ricevere cure più specifiche per superare una insufficienza respiratoria.

L’adolescente comasco, Lorenzo, un quindicenne residente a Cantù, era stato prima trasferito il 2 gennaio in elisoccorso dall’ospedale di Ginevra, uno dei centri svizzeri impegnati nei soccorsi dopo la tragedia di capodanno, pur non essendo un presidio di riferimento per i grandi ustionati. L’attuale problema clinico più pressante per il giovane paziente non è però relativo alle sole ustioni, bensì a un problema respiratorio per il quale c’è bisogno di terapie e trattamenti più mirati.

«Uno dei ragazzi feriti a Crans Montana ricoverato l’ospedale Niguarda è stato trasferito al Policlinico di Milano nelle scorse ore – ha spiegato ieri alla stampa l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso - il trasferimento nasce da una decisione collegiale frutto della collaborazione, attivata sin dal primo momento dell’emergenza, tra i migliori specialisti del nostro sistema sanitario per garantire la più alta qualità di cura a tutti i ragazzi coinvolti in questa terribile tragedia».

Per i bisogni di cura di cui necessita il giovane canturino il Policlinico ha strumenti e competenze maggiori. «Il paziente, che non è tra quelli con una maggior superficie corporea ustionata, ha però una grave insufficienza respiratoria – ha detto ancora Bertolaso - che purtroppo si è innestata su una patologia precedente e occorre che sia sottoposto a procedure specifiche per questo tipo di problematica. Il Policlinico di Milano riveste per la Lombardia il ruolo di coordinatore nella gestione della sindrome da insufficienza respiratoria acuta e grave e possiede un’elevata esperienza clinica nell’ECMO (Extra Corporeal Membrane Oxygenation), metodologia grazie alla quale il sangue viene prelevato dal corpo, ossigenato artificialmente e poi reimmesso, permettendo ai polmoni danneggiati di riposarsi e guarire mentre l’ECMO supporta la funzione respiratoria».

Nella tragedia di Crans Montana sono morte 40 persone, nel locale della festa di fine anno erano presenti centinaia di giovani e il fuoco, complici le scarse condizioni di sicurezza, ha sorpreso tutti. Tra i giovani saliti in cielo anche Sofia Prosperi, ragazza che frequentava l’International school di Fino Mornasco pianta negli scorsi giorni a Lugano.

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