Inverigo, lei lo lascia e lui si vendica: foto osè appese in strada

La storia Protagonista un uomo di 45 anni del paese. Il caso di “revenge porn” a Cinisello Balsamo

Ha 45 anni, abita a Inverigo e nell’autunno dello scorso anno ha rotto una relazione con una donna di Cinisello Balsamo. Rottura mal digerita, visto che l’uomo ha pensato bene di vendicarsi della ex tappezzando il paese di residenza con foto di lei nuda, scritte inequivocabili e pure il numero di telefono della vittima. Il Tribunale di Monza ha emesso un provvedimento cautelare a carico di un uomo residente a Inverigo, accusato di stalking e di revenge porn ai danni della ex compagna.

L’indagine dei carabinieri e della Procura di Monza scatta lo scorso inizio dicembre, quando in seguito a una serie infinita di telefonate mute ricevute sul proprio telefono la donna decide di presentare una prima denuncia. Seguita, un mese dopo, da una seconda segnalazione quando attorno alle vie di casa inizia a trovare volantini contenenti frasi diffamatorie (ed esplicite) con tanto di suo nome e numero di telefono. Ma il clou risale a metà febbraio, quando la donna vittima di questa persecuzione riceve una telefonata da una sconosciuta. Una signora che, passeggiando per Cinisello, incappa in una serie di volantini contenenti la fotografia di una donna completamente nuda e un numero di telefono. La sconosciuta, immaginando a una vergognosa vendetta, aveva deciso di informare immediatamente la vittima.

Nella loro indagine i carabinieri hanno trovato diversi riscontri al sospetto che il responsabile di questi atti persecutori fosse l’ex compagno con casa a Inverigo: non solo l’auto dell’uomo si trovava a Cinisello nei giorni della comparsa dei volantini diffamatori, ma a marzo viene fermato dai carabinieri nel cuore della notte nelle vie dove aveva già appeso le immagini di revenge porn. In auto hanno trovato una busta e le stesse identiche immagini. Da qui la denuncia e l’obbligo di firma tutti i giorni presso la caserma dei carabinieri. Oltre al divieto di avvicinarsi alla vittima delle persecuzioni.

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