L’abbraccio dei compagni a Gabriele. «Un concerto per ricordarti sempre»

Cantù All’esterno del Fermi si sono ritrovati per “Penna”, l’11 ottobre avrebbe compiuto 18 anni. Gli amici: «Aveva una forte energia positiva, era il collante del gruppo. Voleva fare l’ingegnere»

Lettura 2 min.

Cantù

“Penna” era l’anima della sua classe, la 5G, era il nome dato alle password tra le risate. Il perno, il collante che teneva tutti insieme, anche se nemmeno lo cercava questo ruolo, lui che, in fondo, era timido.

Il liceo Enrico Fermi, che ogni giorno accoglie un migliaio di anime, chiassose come possono essere i ragazzi, ieri s’è zittito di colpo, perchè Penna, Gabriele Pennati, non era più al suo banco. Morto a 17 anni appena mercoledì, in un incidente in sella alla sua moto mentre scendeva da via Ariberto diretto verso casa a Vighizzolo. Tra una manciata di giorni, l’11 ottobre, avrebbe compiuto 18 anni. Gli amici si stavano già preparando per fare festa la sera prima, ed esplodere di gioia allo scoccare della mezzanotte. Invece dovranno fare il più ingiusto e cattivo dei brindisi, senza di lui, alla sua memoria. Cantù si è svegliata senza sorriso.

Notizia tristissima in città

La notizia della tragica scomparsa del ragazzo ha colpito la città, e tutti hanno sentito di aver perso un amico, un familiare. Tutti pensano a quei genitori che hanno perso l’unico figlio, e la voce si spezza. Ieri mattina il liceo Fermi, dove Gabriele Pennati aveva appena iniziato l’ultimo anno, alle 10.30 ha osservato un minuto di silenzio per lui. Silenzio che è il commento migliore a un simile dolore, sottolinea al dirigente Maria Anzani: «Improvvisamente siamo tutti accomunati da una perdita così grande, che scuote nell’animo l’intera nostra comunità scolastica. A nome di tutti noi, mi stringo in un abbraccio affettuoso alla famiglia di Gabriele, ai suoi compagni, ai suoi insegnanti».

La sua classe, la 5G, non è entrata in classe. Non sono voluti mancare, però, a questo momento di raccoglimento, a questo abbraccio della famiglia Fermi. Poi, fuori, si sono fatti coraggio l’un l’altro ricordando Gabriele nell’unico modo in cui meriti: raccontando le cose belle, le risate, i racconti che non sbiadiranno mai. Penna, dicono «era l’idolo della nostra classe, un punto di riferimento. Non abbiamo mai conosciuto qualcuno con un’aura, un’energia positiva forte come la sua». Non cercava di essere al centro dell’attenzione, ma sapeva far sentire tutti a casa, era il collante del gruppo».

«Non ha mai litigato con nessuno – assicurano – e nessuno ha mai detto una cosa negativa su di lui. Era davvero buono». Voleva diventare ingegnere meccanico e aveva sostenuto il test al Politecnico di Milano, passandolo. Aveva tracciato il suo futuro. «Era innamorato della moto – continuano – tanto che anche se stava affrontando un compito in classe impegnativo, se sentiva un rombo passare per strada alzava la testa e guardava fuori dalla finestra. E poi amava così tanto il suo cane, la sua Zoe». Soprattutto «aveva un bellissimo rapporto con i suoi genitori. Stimava moltissimo suo padre, quando ne parlava gli brillavano gli occhi». Il suo cantante preferito era il rapper 22simba e gli amici intendono ricordarlo proprio attraverso la musica: «Vogliamo organizzare un concerto dedicato a Penna, e sarebbe bello, magari, riuscire anche a coinvolgerlo. Ci metteremo in contatto con il Comune per cercare di realizzare questo progetto».

Il sindaco Alice Galbiati ha condiviso un messaggio parlando di «un dolore immenso» ed esprimendo, a nome suo, dell’amministrazione e della città «il più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza alla sua famiglia, agli amici e a tutti coloro che gli hanno voluto bene». Anche il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni ha ricordato Gabriele: «Non ci sono parole ma solo immenso dolore e profonda commozione».

© RIPRODUZIONE RISERVATA