Il ritorno di Lorenzo a Crans-Montana. «Sofia mi manchi, proteggimi da lassù»
Tragedia. Il ragazzo canturino è tra i sopravvissuti alla strage di Capodanno in Svizzera. La madre: «Questi giovani ci stanno insegnando tanto, hanno un coraggio incredibile»
Lettura 2 min.Cantù
«Sono stati mesi tosti. Mi manchi moltissimo. Proteggimi da lassù». Così ha scritto Lorenzo, 15 anni, di Cantù, sopravvissuto, seppur gravemente ferito, all’incendio al Le Constellation di Crans-Montana: le parole sono indirizzate a Sofia Prosperi, l’amica, coetanea, con cui è cresciuto, che nel rogo invece è morta, e che frequentava la sua stessa scuola, l’International School di Fino Mornasco. Le frasi sono scritte in una lettera che Lorenzo ha portato in Svizzera al memoriale delle vittime della tragedia di Capodanno, 41 morti e 115 feriti, insieme ad una foto della giovane che in quella festa, in quel locale, ha perso la vita. All’arrivo al memoriale, il Tg1 ha raccolto in questi giorni le impressioni del ragazzo.
«Lei vivrà per sempre»
«Sono venuto qua per portare la foto della mia migliore amica, Sofia. Che è deceduta al Constellation. Ho voluto farlo perché così tutti sanno che lei vivrà per sempre», ha detto. Gli viene chiesto qual è stata la cosa più difficile nel tornare. La risposta è molto dura. «Accettare che non potrò più vedere certe persone, sapendo che ogni estate ero con loro, e che adesso sono solo un ricordo».
Solo i ragazzi e le ragazze del Constellation usciti vivi da quella trappola mortale sanno il peso che si portano addosso. Insieme a Lorenzo, anche Gregorio, un altro sopravvissuto al rogo di Capodanno: ustioni sul 40% del corpo. Lorenzo invece ha soprattutto dei seri problemi respiratori, oltre che i segni delle ustioni. «Ogni giorno o ogni due - racconta - devo fare fisioterapia e devo allenarmi nelle camminate, per migliorare il respiro. Devo anche stare attento a non andare a letto troppo tardi e a non svegliarmi troppo tardi». Una vita che ad oggi è certamente diversa da quella dei loro coetanei.
La foto di Sofia
Con lui, al memoriale, dove Lorenzo ha portato la foto di Sofia con il consenso della famiglia della giovane residente in Svizzera - la madre della ragazza si è commossa nell’apprendere dell’omaggio - c’è anche la mamma del canturino, Elisabetta Galli.
«Io non ho dormito tutta la notte, ma lui stamattina era così determinato - ha raccontato - Loro sono veramente un esempio per noi, glielo continuo a dire, che loro hanno un coraggio incredibile. Questi ragazzi ci stanno insegnando tanto». Lorenzo ha condiviso un messaggio finale con Gregorio. L’importante è «pensare agli altri, quanto devi davvero tenere ai tuoi amici. E ogni momento ne vale la pena».
Tutta la famiglia
La partenza per Crans-Montana, dove è arrivata tutta la famiglia di Cantù, anche il papà Francesco Riva e il fratello di Lorenzo - per tutti, “Lollo” - Federico, era stata annunciata da mamma Elisabetta a La Repubblica. «La scelta di tornare a Crans-Montana arriva da un desiderio di nostro figlio. Un’esigenza - aveva detto - Ci facciamo forza a vicenda. I nostri ragazzi hanno visto la morte in faccia, sono scappati fuori dal locale in fiamme. Lorenzo vuole vedere con i suoi occhi il Constellation. Vuole appendere la foto di Sofia davanti alla porta, aggiungere il suo volto a quel mosaico di immagini dei ragazzi che non ci sono più». Lorenzo e Sofia si conoscevano da quando avevano sette anni.
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