Lutto cittadino a Figino per Mariuccio Orsenigo. Folla al funerale di un politico amatissimo

Figino Serenza Omaggio sentito all’ex sindaco, presidente della Provincia e consigliere regionale. Monsignor Elli: «Vita spesa per gli altri». Don Colombo: «Uomo di fede, alla radice c’era la famiglia»

Figino Serenza

«Abita la terra e vivi con fede». Nell’invito del Salmo 37 a stare nel mondo con responsabilità, umanità e spirito di servizio è racchiusa l’esistenza intera di Giovanni Orsenigo, morto a 78 anni.

Ieri la comunità figinese s’è fermata per rendergli omaggio, per abbracciare un’ultima volta con affetto gratitudine non solo l’uomo illustre, ma Mariuccio, il nome che aveva indossato fin da bambino e che s’è portato appresso anche quando ha ricoperto cariche importati. E sono state molte.

Per questo il sindaco Stefano Tomaselli ha proclamato il lutto cittadino, in memoria di una figura di assoluto spicco nella vita politica e amministrativa non solo locale, non solo comasca.

Sindaco per dodici anni, da 1972 al 1980 e dal 1987 al 1990; presidente della Provincia dal 1987 al 1990 e consigliere regionale, dal 1990 al 2005.

Colonna della Democrazia Cristiana, incarnandone con solidità e profonda convinzione i principi, in un percorso politico coerente che l’ha portato dalla Margherita al Partito Democratico.

La cerimonia

Impossibile per la chiesa di San Michele contenere quanti hanno voluto essere presenti, tanto che molti hanno assistito al rito funebre nella Sala Camino di Villa Ferranti, il prezioso immobile che proprio lui, da sindaco, aveva acquisito, dove nei giorni scorsi è stata allestita la camera ardente.

E dove la comunità si è stretta alla moglie Mirella, con la quale stava per celebrare i cinquant’anni di matrimonio, e ai figli Filippo, Gianpaolo, Federica, Carola e Maria Cristina.

A presiedere la cerimonia, il vicario episcopale della zona pastorale quinta dell’arcidiocesi di Milano monsignor Michele Elli, che ha raccolto senza esitazione l’invito a essere presente perché, le sue parole, ha intuito il valore di una vita spesa con laboriosità dedicandosi agli altri, donata nello spirito di servizio.

«Uomo di fede sincera»

Uomo di fede sincera, ha sottolineato don Alberto Colombo rivolgendosi alla moglie e ai figli di Orsenigo, che «la radice di ogni suo impegno è stata la sua famiglia. È stato capace di amare tanto, anche a livello civile e sociale, per gli alti incarichi avuti, perché si è sentito amato tanto. Il vostro volervi bene è radicato nella fede, e per amare, una persona deve sentirsi amata».

Mariuccio, ha proseguito, «ha donato la sua vita per la sua famiglia, per il suo paese, per il territorio di cui si è preso cura», senza voltarsi dall’altra parte.

Quello del sindaco Tomaselli dall’altare è stato un atto di gratitudine: «Non si è mai pronti per salutare definitivamente una persona cara; non si è mai pronti, perché si saluta una presenza, si salutano affetti, si salutano relazioni, si salutano insegnamenti, si saluta saggezza. Oggi ci stringiamo in un abbraccio di comunità intorno alla famiglia di Giovanni, un abbraccio che porta con sé il significato di restituzione, per tutto quello che Mariuccio ha donato alla nostra comunità, e non solo. E allora è doveroso ricordare l’impegno civico di un uomo, di un marito, di un padre, di un nonno, di un fratello. Mariuccio non si è mai tirato indietro, per tutti noi è l’esempio concreto di chi dice “eccomi”, ci sono, mi do da fare per il bene del mio paese, mi do da fare per la mia comunità. In una parola: presente».

In momenti in cui le parole non sono sufficienti, ha proseguito «ti diciamo un semplice, ma ricco di riconoscenza, grazie Mariuccio: per il tuo esempio, per i tuoi insegnamenti, per il tempo e la passione che hai donato alla nostra comunità tutta».

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