«Milano-Meda a pedaggio: una cavolata». Monza attacca, Mariano chiede lo sconto

Il caso Il presidente della Provincia briantea spara a zero. Alberti, pure leghista, è più cauto: «Tutti siamo per la gratuità, ma non è facile. Pretendiamo però agevolazioni per i pendolari»

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Milano-Meda: il pedaggio è una cavolata? «No, ma pretendiamo sconti». Il sindaco di Meda, leghista nonché presidente della Provincia di Monza Luca Santambrogio, sentiti in consiglio comunale i vertici di Pedemontana confermare il futuro pedaggio, ritenuto «indispensabile» per sostenere i costi di costruzione dell’intera autostrada, ha definito la scelta di inserire nel tragitto la Milano Meda «una grandissima cavolata».

Qui Brianza comasca

Così sul versante brianzolo, dal lato comasco invece?

«Ciascuno è libero di scegliere i vocaboli che vuole – dice il sindaco di Mariano Giovanni Alberti – io preferisco non usare il termine cavolata. Perché bisogna ricordare a tutti da dove arriva quella scelta. Arriva dal vecchio accordo di programma per costruire la Pedemontana, progetto in collaborazione con il privato che prevedeva il pedaggio come compartecipazione del pubblico alla realizzazione dell’opera. Una idea approvata da tutti i Comuni interessati, di ogni colore. Oggi ce ne accorgiamo perché siamo quasi alla scadenza».

Oggi tra Como e Monza, indipendentemente dal colore, tutte le amministrazioni locali pur con strategie diverse sono contrarie all’introduzione del pedaggio. Dalla Regione, come da Pedemontana, non arrivano però novità. I lavori tra Meda e Lentate vanno avanti, i cantieri si stanno concentrando sullo svincolo, la carreggiata verrà allargata di una corsia.

«Tutti siamo per la gratuità della Milano Meda – dice ancora Alberti – ma cambiare le cose decise più di 25 anni fa oggi è complicato. Dunque dobbiamo pretendere almeno una forte scontistica per i pendolari, per i lavoratori che utilizzano la tratta di frequente. Non è impossibile, la Pedemontana prevede già sconti fino al 50% su altre tratte tra Varese e Como».

Dalla Regione però calcolano fino a cento milioni d’impegno annuo per garantire il tratto gratis, venti per scontare il pedaggio alle auto che fanno almeno due avanti e indietro a settimana. Un nuovo finanziamento pubblico però potrebbe, dicono dalla Regione, essere ritenuto un indebito aiuto ad un investimento di fatto privato, insomma un illecito. «La battaglia politica deve concentrarsi sugli sconti – dice ancora Alberti – la lotta coinvolge tanti Comuni, due province e anche a livello regionale è diventata trasversale».

Più di 20mila firme

Sono più di 20mila le firme raccolte dalle varie petizioni già depositate, centro sinistra a parte anche gli esponenti regionali del centro destra come la totalità dei sindaci si sono detti contrari al pedaggio tout court lungo la Milano-Meda. Mese dopo mese però non arrivano alternative o passi indietro. Secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori tra un anno e mezzo i pendolari dovranno pagare circa cento euro al mese. Oppure cercheranno altri percorsi gratuiti andando però a rallentare la già intasata viabilità ordinaria.

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