Morto a 95 anni, non ha parenti
Lascia villetta a due piani
alla parrocchia di Cermenate

All’asta la donazione di Sandro Seveso. Servirà a saldare le spese per i lavori a San Vincenzo

Un dono prezioso, quello che era stato fatto alla parrocchia di San Vito e Modesto. E che oggi potrà rivelarsi decisamente utile per saldare il debito aperto per i lavori che hanno rimesso a nuovo la chiesa di San Vincenzo e per preparare quelli di profonda ristrutturazione dell’oratorio.

Arrivati in fondo a un lungo iter burocratico, infatti, la parrocchia ha ottenuto licenza di poter vendere la casa che Sandro Seveso le lasciò in eredità. Una palazzina che non nasconde gli anni, su due piani, in via Rossini, poco lontano dal convento francescano e affacciata su via Montebello. L’uomo, persona molto religiosa, venuto a mancare nel 2019 a 95 anni senza lasciare figli, decise con le proprie ultime volontà di destinare i suoi beni in parte proprio ai frati che operavano accanto a lui e in parte alla parrocchia cermenatese. Ci sono voluti oltre due anni per completare le pratiche per la successione, ma ora è possibile mettere in vendita l’immobile.

«Non si tratterà di una vera e propria asta – spiega don Luciano Larghi – ma di una licitazione, una procedura tra privati con condizioni che verranno poste dalla parrocchia, che a propria volta potrà dire la sua». Già alcune persone interessate all’acquisto si sono fatte avanti nei mesi scorsi, per questo si è deciso di vendere al miglior offerente. La licitazione privata è aperta a tutti e chi intenda partecipare deve presentare un’offerta in busta chiusa, entro le 20 del 15 maggio.

La vendita viene fatta a corpo e non a misura, nello stato di fatto in cui l’immobile si trova. Chi desiderasse informazioni e delucidazioni in merito può rivolgersi al tecnico incaricato della parrocchia, Silverio Tettamanti.

«Se la vendita andasse a buon fine – si augura don Luciano – sarebbe molto utile per le finanze della parrocchia, che ha affrontato un investimento importante per San Vincenzo e un altro anche più importante ne prevediamo per l’oratorio». San Vincenzo è una piccola chiesa che rappresenta ancora il cuore del paese e che aveva bisogno di un profondo intervento di restauro, che ha visto rifare completamente il tetto, contemplando anche degli inserimenti di travi di travi in ferro per poter mantenere quelle attuali, testimonianza delle origini dell’edifico sacro. E poi lavori anche sul campanile e restauro esterno delle facciate, soprattutto quella frontale, per togliere i segni del tempo. In tutto 418mila euro.

L’oratorio dedicato al beato Pier Giorgio Frassati, invece, è stato inaugurato il 28 maggio del 1978, e comincia a mostrare i segni del tempo: infissi che non tengono più, infiltrazioni continue dopo gli acquazzoni, intonaco e cementi di facciata che cedono, servizi igienici non più conformi, riscaldamento a gasolio da sostituire. Per sistemare tutto quanto la spesa potrebbe arrivare sino a un milione di euro.

Silvia Cattaneo

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