Dalle materne alle medie, scuole giù. Ogni anno si perdono quattro classi

Mariano. Il saldo negativo, legato al calo demografico, si attesta in città sui settanta iscritti. Il saluto di Alberti: «Qui c’è il seme del domani». Studenti stranieri: la situazione è tranquilla

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Mariano

Dall’infanzia alle medie la scuola per 2579 alunni è ormai iniziata a pieno regime, i numeri dei due grandi istituti comprensivi marianesi reggono, ma all’anno per colpa del calo demografico perdiamo quattro classi, una settantina di iscritti.

Dipende dai quartieri, dipende dalle annate, dipende anche dall’offerta formativa proposta dagli insegnanti, è però evidente che la popolazione scolastica si sta assottigliando, l’anno scorso gli alunni erano 2650, il dato è pubblicato dal portale ministeriale “Scuole in chiaro”.

I numeri in dettaglio

L’istituto comprensivo IV novembre passa da 1416 a 1358 iscritti (-4,1%), c’è un calo forte nelle due scuole dell’infanzia, Garibaldi e Salvo D’Acquisto (-12,6%), tengono le elementari della Mariano Comense, il plesso di Carugo perde 27 alunni in un colpo solo, dove invece reggono le medie.

Nell’istituto comprensivo Don Milani quest’anno siamo vicini al pareggio (-1%), da 1234 alunni a 1221, la primaria Del Curto vede un aumento dei bambini, aggiunta una piccola sezione al contrario dei compagni di Cabiate, più numerosi alle medie. Il problema anche qui c’è all’infanzia (-12,1%), sia la Montessori che la Gaffuri scendono sotto quota cento bimbi, per l’esattezza rispettivamente 92 e 89.

La visita del sindaco

Ieri mattina il sindaco Giovanni Alberti insieme alla preside Eleonora Farina ha salutato alunni e insegnanti del comprensivo che ha sede in via Passalacqua Trotti, attesi da una festa. «Qui c’è il seme dell’Italia del domani» ha detto il primo cittadino.

A proposito di numeri la di rigente scolastica ha confermato il calo, che interessa ormai ogni ordine e grado della nostra provincia e oltre.

Mentre a proposito della presenza di alunni stranieri, tema di discussioni della politica nazionale con la quota nelle classi chiesta dal governo al 30%, secondo Farina è difficile quantificare esattamente. «Ci sono prime, seconde, terze generazioni – ha detto la preside – possiamo passare dal 10% al 50% in alcuni plessi». Ma, s’intende, senza reali barriere linguistiche.

«Sì perché gli alunni neo arrivati, che proprio non parlano l’italiano, sono massimo uno o due casi l’anno – spiega Giuseppe Proserpio, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Don Milani, che attende il sindaco per un saluto la prossima settimana – noi come numeri quest’anno in generale abbiamo retto, non c’è un calo marcato se non purtroppo all’infanzia, però per esempio le elementari Del Curto hanno visto un aumento degli iscritti».

Espansione a Perticato

La zona di Perticato è in espansione, come popolazione generale arriva nuova utenza. Più complicata la situazione in plessi come Carugo, a corto di bambini nuovi nati, dove peraltro molte famiglie si orientano altrove, tanto da rendere a rischio la formazione di una sezione con almeno 15 bambini.

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