«Non è l’edizione numero cento». Tiziano Casartelli gela il Carnevale

Cantù Lo storico alla vigilia della prima sfilata: «Nessuna polemica, ma non c’è alcun riscontro». La replica di Frigerio: «Non è il centenario, ma il centesimo». Il sindaco: «Sarà comunque festa»

Cantù

«Non è mia intenzione alimentare polemiche, ma difendere la verità storica. Storicamente il Carnevale è stato una cosa troppo seria per giocarci in questo modo. Da qualsiasi punto si osservi la cosa, non si tratta dell’edizione numero 100. Lo posso affermare con la massima sicurezza». Così dice lo storico Tiziano Casartelli, alla vigilia delle celebrazioni - oggi con l’annullo filatelico e domani con la prima sfilata - dell’Associazione Carnevale Canturino.

Da poco Charturium ha pubblicato un libro di Casartelli: “Carnevale”, centrato su Cantù dall’età asburgica in poi. Sull’edizione numero 100: «Mi sono sorpreso: nel corso del mio studio, sei mesi di ricerche, non ho trovato alcun riscontro. Né dagli archivi, né dalle biblioteche e neppure dagli oltre cento articoli raccolti è emersa alcuna indicazione che avalli questa celebrazione. Perché allora questa pura fantasia?».

La ricostruzione storica

«Le prime testimonianze a Cantù risalgono al 1820, 206 anni fa - aggiunge - Ma questo non esclude che il Carnevale lo si sia festeggiato anche in precedenza. Prime celebrazioni pubbliche: documentate dal 1839. Nel 1915 il sindaco Giuseppe Borghi sospese ogni festeggiamento a causa della guerra. Il primo corteo con i carri: 1949. È in quel momento che nacque il Carnevale che conosciamo oggi, non prima».

L’Associazione ha fatto riferimento a un trenino realizzato dai dipendenti della Paleari. «Una fotografia di Herman Vailati, probabilmente della seconda metà degli Anni Venti - dice Casartelli - Che non sembra avere nulla di carnevalesco, difficilmente databile. Perché allora non partire dal 1925, quando per quel Carnevale la banda Ranscett realizzò un gagliardetto con impressa quella data?».

C’è da dire che oggi si continua con il conteggio delle edizioni avviato in anni lontani. Ma esiste un momento zero? «Da un punto di vista storico si dovrebbe considerare il 1820, ma allora saremmo al 206° anniversario. Oppure, come credo sia più corretto, dal 1949, la data di inizio delle sfilate dei carri. Le prime sfilate si svolsero dal 1949 al 1960, seguì una sospensione di una quindicina d’anni; ripresero soltanto alla metà degli Anni Settanta, e pure con alcuni vuoti. Tutto il resto è pura fantasia. Qualora esistessero documenti a me ignoti, auspico che chi ne fosse in possesso provveda a renderli noti».

Il presidente non ci sta

Replica così il presidente dell’Associazione Carnevale Canturino Fabio Frigerio: «Non stiamo festeggiando il centenario ma la centesima edizione. Quello che so è stato selezionato dai miei predecessori anche sulla base di interviste orali. Su un libro dei Fregamusun si legge che dopo la prima guerra mondiale si andava a festeggiare alle sfilate».

Per il sindaco di Cantù Alice Galbiati: «Non ritengo opportuno intervenire su un tema di natura storiografica, il cui dibattito lascio agli esperti e agli studiosi - dice - Al di là delle diverse interpretazioni storiche, tengo a ribadire il sostegno del Comune al Carnevale come manifestazione identitaria e partecipata. Sarà festa, ballo e allegria, sia che si tratti della centesima edizione, piuttosto che della duecentoseiesima o della settantasettesima».

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