Ora solare, riecco i ladri. Due mesi di allarme furti
I dati Con il cambio delle lancette si intensifica l’attività dei topi d’appartamento. Lo dicono studi a livello nazionale: la fine dell’anno più a rischio dell’estate
Cambia l’ora, arrivano i ladri: da qui a Natale, saranno verosimilmente due mesi di furti, riusciti o tentati, a tutto spiano.
Non è solo una sensazione che si sta sperimentando in diversi punti della provincia comasca proprio a partire da domenica, da quando le lancette dell’orologio sono tornate indietro all’ora solare, portando il buio in una fascia da merenda. I mesi con più furti, statistiche alla mano, sono infatti novembre e dicembre.
E un italiano su due, sempre in base ai numeri, non a caso, non si sente tranquillo nel rientrare a casa con il buio. Intanto, da un anno all’altro, quantomeno cala il numero di denunce di furti nelle abitazioni in provincia di Como.
La fine dell’anno
I mesi di maggiore attività, per i topi di appartamento, sono gli ultimi dell’anno. «La distribuzione dei reati per mese vede una concentrazione dei furti negli ultimi due mesi dell’anno, quando fa buio più presto e i componenti del nucleo familiare aggiungono ai consueti impegni gli acquisti e i festeggiamenti legati alle ricorrenze di fine anno», sottolinea un rapporto Verisure-Censis, l’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa 2025.
La nostra provincia, che purtroppo ben conosce il fenomeno, non fa certo eccezione rispetto ai numeri nazionali. L’elaborazione del Censis su dati del ministero dell’Interno delinea una vera e propria mappa temporale del rischio.
I malviventi non attendono soltanto le vacanze estive per colpire. Anzi. La vera minaccia si concentra nei mesi invernali e in concomitanza con le festività, quando le giornate si accorciano e il buio anticipato offre una copertura ideale.
Il podio, sul territorio italiano, vede novembre con 19mila e 931 furti in abitazione, seguito da dicembre, 18mila e 393 furti; terzo, gennaio, 14mila e 59. Al quarto posto, ottobre: 14mila e 10 furti, probabilmente solo perché il cambio dell’ora avviene alla fine del mese.
Segue l’estate, periodo di vacanze. Le abitazioni sono vuote per giorni e i ladri ne approfittano.
C’è agosto, 13mila e 581 furti, e luglio, 12mila e 792 furti. Poi febbraio, 12mila e 741, per scendere via via al mese con meno furti, aprile, 9mila e 164.
Guardacaso: le lancette sui quadranti vengono riportate avanti a fine marzo, quando le giornate si allungano sensibilmente.
L’indice di criminalità
L’Indice della criminalità 2026 de Il Sole 24 Ore dice che la provincia di Como è passata, da un anno all’altro, dal 2° posto in Italia in quanto a denunce per furti in abitazione al 15esimo. Più esattamente, da 2mila e 705 furti a 2mila e 113: 592 in meno, un calo del 21,89%. Comunque, in media, quasi 6 furti ogni giorno.
Giusto per fare un esempio con i dati della Prefettura di Como: a Cantù, nello stesso anno di questi valori presi in considerazione - il 2025 - di furti se ne sono contati 140: -13,58%.
Consolante? Chissà. È anche possibile però che un cittadino che subisce un’incursione rinunci, soprattutto se il valore del bottino è esiguo, a denunciare. I motivi possono essere tanti: pigrizia, mancanza di tempo in una vita frenetica, un generale senso di impotenza e di sfiducia nei confronti delle istituzioni.
Tant’è che a tutti i cronisti capita di imbattersi, nel raccogliere notizie, in questa o in quell’altra situazione che non viene denunciata. A svantaggio anche di chi deve poi pianificare la risposta sul territorio.
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