Ospedale, tempi d’attesa più lunghi. Anche cento giorni senza l’urgenza

Cantù La Regione sta cercando di accorciare le liste. Al Sant’Antonio Abate non sempre ci riesce. Criticità per visite e controlli di oculistica e neurologia. Pneumologia record: è oltre cinque mesi

In cima all’agenda della sanità locale e di quella regionale c’è il tentativo di accorciare le liste d’attesa, uno dei problemi più immediati e angoscianti lamentati dai cittadini. Ma la realtà è che le tante richieste vengono gestite da un numero sempre minore di specialisti, nonostante i bandi d’assunzione periodicamente aperti.

E le liste, invece di accorciarsi, s’allungano. Tanto che al Sant’Antonio Abate tornano a moltiplicarsi le visite per le quali, se non ci si trovi in una situazione d’urgenza, bisogna mettere in conto attese medie a tre cifre, oltre dai tre ai quattro mesi. Con un paio di specialità che, ormai da lungo tempo, al Sant’Antonio Abate richiedono maggior pazienza, l’Oculistica e la Pneumologia. Ma anche la visita neurologia o quella dell’otorino hanno tempi lunghi. E per un controllo in geriatria, quindi si parla di pazienti necessariamente anziani, l’attesa media è 98 giorni.

Super lavoro per la Radiologia

Super lavoro per la Radiologia, dove la richiesta negli ultimi anni si è fatta sempre maggiore, quindi un’ecografia all’addome completo può dover aspettare fino a 139 giorni. La radiografia completa della colonna fino a 69, una mammografia bilaterale 42.

In via Napoleona anche peggio, 176. E a volte nemmeno l’urgenza risolve le cose: questa priorità dovrebbe garantire che la visita venga eseguita nel più breve tempo possibile o entro 72 ore, ma nel caso della prima visita ortopedica, stando agli ultimi tempi d’attesa resi pubblici, si arriva a 10 giorni.

La conferma arriva proprio dalle rilevazioni effettuate in giugno da Asst Lariana sui tempi d’attesa per visite specialistiche nelle strutture dell’azienda, ovvero il periodo che intercorre tra la data di prenotazione e la data di effettuazione. Le tempistiche variano a seconda della classe di priorità stabilita dal medico: breve entro 10 giorni, differibile entro 30 o 60 per prestazioni strumentali oppure programmabile, quindi differibile ma da erogare comunque entro 120 giorni. Asst Lariana rappresenta il 50% dell’offerta sanitaria comasca, con la possibilità di rivolgersi ad altre strutture convenzionate per accorciare i tempi.

I reparti sotto pressione

L’oculistica vede una richiesta massiccia costante e oggi per una prima visita si può attendere fino a 103 giorni. Oltre tre mesi. In passato si è arrivati a toccare i sei, il che non conforta. A Lomazzo si aspetta 115 giorni, a Ponte Lambro 100. Per l’esame del fondo oculare, attesa tra 61 e 98 giorni. Per una prima visita dermatologica allergologica si possono toccare i 70 giorni, 81 per il controllo. Per la prima visita neurologica tra i 63 e i 94 giorni, altri 125 per il controllo.

Uno dei reparti di via Domea che macina i maggiori numeri è la Riabilitazione Cardiorespiratoria “Paola Giancola”, messa sicuramente sotto pressione dai tanti strascichi del Covid. Oggi, per una prima visita pneumologica si deve attendere da 2 a 89 giorni. Ma per il controllo si può dover aspettare fino a 157 giorni. Per un polisonnogramma, l’indagine cardine per la diagnosi delle patologie respiratorie correlate al sonno, fino a 130. Per una visita ginecologica tra 7 e 72 giorni. Specialità delicata, il che significa, spesso, rivolgersi al privato. Se se ne abbia la possibilità.

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