Pedemontana, macché pedaggi scontati. Aveva già chiesto un aumento dell’8%
Il caso. A causa dei debiti la società voleva un rincaro, che è stato però fermato dal Ministero. Avviato un ricorso al Tar. Si allontanano le tariffe calmierate per residenti sulla Milano-Meda
Lettura 1 min.Mariano Comense
Debiti e buchi, Pedemontana chiesto un rialzo delle tariffe dell’8% difficilmente può scontare la Milano Meda.
Nel vicino territorio monzese, dove il dibattito è più acceso rispetto al comasco, la politica si interroga sulle note difficoltà finanziarie della società autostradale. Società che una volta finiti i lavori di riqualificazione ingloberà anche la vecchia Milano-Meda, con un nuovo pedaggio automatico.
Un “rosso” di cento milioni
Il punto di partenza è il recente pronunciamento della Corte dei Conti che racconta una perdita di esercizio in sei anni per oltre cento milioni e un piano di indebitamento che deve immaginare nuovi introiti. Un aumento dei pedaggi appunto, unito a nuove tariffe per tratte oggi gratuite, quindi la Milano-Meda, con una spesa stimata dai consumatori in un migliaio di euro l’anno per un pendolare tipo.
Dunque, si legge nei bilanci di Pedemontana, la società ha chiesto un aumento pari all’8% dei pedaggi calcolati nelle tratte, una richiesta respinta però dall Ministero dei Trasporti, fatto salvo una percentuale dell’1,5% per i consueti ricalcoli annuali. Vista l’opposizione, scrive Pedemontana, «si è proceduto a reiterare la richiesta di adeguamento tariffario ad oggi non riconosciuta e per tale motivo, l’Autostrada Pedemontana Lombarda ha presentato ricorso al Tar di Milano».
A sollevare il punto di rottura tra i possibili sconti chiesti da quasi tutta la politica per la Milano Meda e gli aumenti avanzati da Pedemontana è il comitato brianzolo la Rondine. «È proprio sui pedaggi che si innesta un’ulteriore significativa contraddizione – spiega il rappresentante e consigliere provinciale Francesco Facciuto - da un lato la politica del territorio ha più volte sostenuto la necessità di rimettere mano al piano tariffario, finanche eliminando il pedaggio sulla Milano-Meda. Dall’altro però l’autostrada è in crisi e ha bisogno di aumenti».
Secondo la Regione servono fino a cento milioni di euro d’impegno annuo per rendere per tutti gratis la Milano Meda. Ne bastano venti per abbonare il pedaggio alle auto dei pendolari che fanno almeno due avanti e indietro a settimana.
Le prospettive
Per chiedere compensazioni i sindaci del nostro territorio dei Comuni più interessati, da Mariano Comense a Cantù, hanno chiesto alla politica lombarda un confronto, accolto dai consiglieri regionali di riferimento. Trascorsi molti mesi poco o nulla si è però sbloccato. Non sono bastate le decine di raccolte firme che si sono accavallate su carta e online, sopra le 20mila sottoscrizioni.
I lavori sotto a Meda oggi in corso da cronoprogramma devono concludersi entro il 2028, interessato anche il braccio che corre in parallelo nella bassa brianza, stralciata invece dalla Pedemontana l’ultima tratta verso Bergamo, anche a fronte dell’opposizione di un nutrito gruppo di Comuni.
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