Perde 71 chili in un anno: «Prima non era vita, ora sono rinato»

La storia Il veterinario canturino Francesco Fornari è stato operato in ospedale a Cinisello - «Non esci dalla schiavitù del cibo per ragioni estetiche, ma per sopravvivere». Ora aiuta gli altri

«Mi alzavo sette volte a notte per andare al bagno, ma arrivavo al water in ginocchio: non avevo la forza di stare in piedi perché non respiravo. Oggi non mi vergogno a raccontarlo: non si esce dalla schiavitù del cibo per migliorare l’estetica, ma per sopravvivere».

Sono le parole di Francesco Fornari, 56 anni, veterinario. Sino al marzo del 2022 pesava 168 chili per un metro e 85 centimetri d’altezza. Dopo essersi sottoposto a operazione di chirurgia bariatrica ha perso 71 chili in 15 mesi: ora pesa 97 chili. Un cambiamento drastico ma positivo sotto molteplici aspetti.

«Ho iniziato a ingrassare dopo il servizio militare»

«Metto la mia esperienza a disposizione degli altri – racconta – Faccio parte di una tavola rotonda dell’ospedale “Bassini” di Cinisello Balsamo insieme a specialisti come un’alimentarista, una dietologa. Dialoghiamo con chi ha paura dell’operazione. Martedì (27 giugno ndr.) ho incontrato una ragazzina di 18 anni. Quando le ho raccontato di aver perso settanta chili, hanno iniziato a brillarle gli occhi».

Figlio di Guido Fornari, per 30 anni responsabile del centro trasfusionale dell’ospedale di Cantù e medico dell’Avis, Francesco ha frequentato le medie “De Amicis”, il liceo “Fermi” e ha gestito un ambulatorio in largo Adua. Non è stato sempre obeso. «Ho iniziato a ingrassare dopo il militare e i tre anni in cui sono stato carabiniere a cavallo a Milano. Prima ero una grande sportivo: karate, windsurf, sci, basket».

Poi è arrivato il lavoro. «Nella vita tutti abbiamo delle dipendenze, la mia non era il cibo ma la Coca-Cola. In ambulatorio bevevo una bottiglia da 2 litri tutti i giorni e poi mangiavo in maniera disordinata. Non avevo orari».

«La mia dipendenza? Era per la Coca Cola»

Un giorno in clinica è entrata una cliente. «Non la riconoscevo più! Qualche mese prima faticava ad attraversare la porta, adesso indossava gonna corta, tacchi alti. È stata lei a raccontarmi dell’operazione e mi sono informato».

Francesco ha iniziato un lungo percorso. «Non si viene operati così. Bisogna seguire prima un accompagnamento psicologico di due anni e mezzo. Il chirurgo si occupa della parte “meccanica”, ma è lo psicologo che fa la parte del leone. Il tuo corpo cambia, cambia il rapporto col cibo: ora mangio poco, magari una galletta, ma più volte al giorno. Seguo un’alimentazione precisa, ma non mi pesa». Fornari non dimenticherà mai il primo incontro con la psicologa Cristina Sammati. «Mi chiese: «Che bello vedo che lei è un veterinario: qual è il suo animale preferito?».

Le risposi: «Se il livello è questo, possiamo anche salutarci». Oggi non vivo senza di lei, le scrivo tutti i giorni». Operarsi però è stato rischioso. «Il chirurgo era stato chiaro: «Sottoporre un obeso ad anestesia può essere mortale, ma lei tanto non camperà altri 10 anni»». Francesco è tornato a fare sport, compreso windsurf (quando è salito sulla tavola dopo 35 anni si è commosso), balla il tango, le donne fanno la fila per scendere in pista con lui.

«Soprattutto non sono più schiavo del cibo – sottolinea - Sto bene, dormo. Per respirare non ho più bisogno del Cpap». Lo stesso casco usato da milioni di malati durante la pandemia da Covid-19.

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