Pochi nati, ma saldo positivo. Cantù resta sopra quota 40mila

Anagrafe Nel 2025 sono stati 280 contro i 414 morti, ma il consuntivo segna più 233. Lapenna: «La città si conferma attrattiva». Un residente su quattro è d’origine straniera

Cantù

Cantù c’ha preso gusto a essere una città di 40mila abitanti, e dopo anni di continuo tira e molla, sopra e sotto questa soglia, non ci sono più marce indietro. Non grazie ai nuovi nati, considerato che l’inverno demografico non è messo alle spalle né s’è avuto un drastico calo dei decessi.

Il saldo positivo è da attribuire al fatto che Cantù resta attrattiva e le persone che nel 2025 hanno deciso di venirci a vivere sono più numerose di quelle che sono andate a stare altrove. Una città dove un residente su quattro è d’origine straniera. E dove sono ben 48 le persone iscritte in anagrafe come senza tetto o senza fissa dimora. Il dato più recente fornito dai Servizi Demografici di piazza Marconi ferma il conto a quota 40.631 residenti, con una preponderanza del sesso femminile, 20.639 femmine a fronte di 19.992 maschi.

Da tempo, per praticità, si definisce Cantù una cittadina di 40mila abitanti. Ma quella quota continuava a sfuggire o, quando veniva raggiunta, non durava a lungo. Ora s’è fatta stabile. Nel corso del 2025 l’incremento è stato pari a 234 residenti, una media di 19 persone al mese che hanno scelto di vivere all’ombra di San Paolo.

Il dato si consolida

A gennaio 2025, infatti, risultavano 40.397 residenti, 20.525 femmine e 19.872 maschi. Per quanto riguarda i cittadini di origine straniera, questi sono 3.942, 1.987 femmine e 1.955 maschi. Quasi un residente su dieci. Saldo positivo che non dipende dalle nascite. I bambini venuti al mondo nel 2025 sono stati 280.

E anche tra i neonati i fiocchi rosa superano quelli azzurri, 142 femmine e 138 maschi. Di questi, 43 di origine straniera (23 maschi e 20 femmine), il 15%. I decessi, invece, sono stati 414, 222 femmine e 192 maschi. Un dato, questo, influenzato anche dal fatto che in città hanno sede quattro case di riposo. Tema sociale: la vita media si allunga ma i casi sono sempre più complessi, spesso anziani gravemente malati, che non possono essere gestiti dalle famiglie.

Tanto che ormai le Rsa devono garantire un’assistenza praticamente ospedaliera. E si allungano anche le liste d’attesa. Il saldo naturale, la differenza tra il numero di nati vivi e il numero di morti in un determinato territorio e periodo, è quindi negativo, pari a – 134.

Il commento dell’assessore

Positivo, invece, il saldo migratorio, la differenza tra il dato relativo al numero di persone che si trasferiscono in un determinato territorio e quelle che lo lasciano, indicatore chiave della dinamica demografica, che è 234. «La crescita della popolazione si consolida ancora – dice l’assessore all’Anagrafe Andrea Lapenna -. Questo conferma che Cantù rimane una città dinamica dal punto di vista demografico. Un polo attrattore, per i servizi e la qualità della vita che offre».

Le famiglie, in tutto, sono 17.863, e 1.893 di queste hanno almeno un membro di origine straniera. Le convivenze anagrafiche - gruppi di persone che coabitano stabilmente per motivi religiosi, di cura, assistenza, pena – sono 24 e le convivenze di fatto – che possono essere dichiarate da persone di sesso diverso o dello stesso sesso - sono 107. All’anagrafe cittadina sono registrate anche 48 persone senza tetto o senza fissa dimora, 33 maschi e 15 femmine, 14 dei quali di origine straniera.

© RIPRODUZIONE RISERVATA