«Presi aiuti Covid senza averne diritto». Nuovi guai per due ex assessori canturini
L’inchiesta La Procura chiude un’altra indagine su Claudio Ferrari e Giorgio Quintavalle . Sono accusati di due bancarotte e di indebita percezione di fondi pubblici per mezzo milione
Lettura 1 min.Cantù
I due ex assessori canturini, diventati per qualche anno veri e propri segugi di terreni d’oro - che compravano per poco per rivenderli dopo una manciata di ore anche quattro volta il prezzo dell’acquisto - finiscono nuovamente nei guai. Claudio Ferrari e Giorgio Quintavalle, già finiti in carcere nel novembre di quattro anni fa nell’ambito di un’inchiesta su una frode fiscale milionaria, sono nuovamente sotto indagine. A loro carico la Procura di Como contesta ben due bancarotte fraudolente e pure un’indebita percezione di fondi pubblici per poco meno di mezzo milione di euro.
Le vicende che rischiano di riaprire le porte delle aule di Tribunale sono legate a quelle per cui entrambi sono già stati giudicati. O, almeno, per cui Ferrari ha patteggiato 5 anni di carcere e la pena è definitiva e per le quali Quintavalle attende il processo di appello, dopo che in primo grado è stato condannato a 7 anni e mezzo. Ovvero: i due ex assessori canturini attraverso diverse società attive in campo immobiliare acquistavano terreni a poco prezzo, per rivenderli con clamorose plusvalenze a gruppi della grande distribuzione, in tal modo realizzando ingenti profitti. Profitti sui quali, però, veniva omesso il versamento di quanto dovuto allo Stato. Quando il fisco si accorgeva del mancato pagamento e si muoveva con gli accertamenti tributari, ormai era troppo tardi visto che le società venivano spogliate del loro patrimonio, trasferito verso una serie di società anonime svizzere riconducibili sempre agli imputati.
Nuova inchiesta
La nuova inchiesta a carico di Ferrari e Quintavalle riguarda da un lato la bancarotta fraudolenta di due di quelle società di fatto spogliate dei loro averi e dichiarate fallite dopo patteggiamento e processo. Si tratta della San Siro Lake srl e della Immobiliare Paoli srl. Fallite perché, accusa la Procura (l’inchiesta, condotta dal Nucleo di polizia economico finanziaria è coordinata dal pubblico ministero Antonia Pavan), i due ex assessori avrebbero distratto l’intero patrimonio facendolo sparire oltre confine. E in particolare: 2,5 milioni di euro della San Siro Lake trasferiti in Svizzera. Tra questi anche un milione di euro della Immobiliare Paoli “distratti” (secondo l’accusa) attraverso fatture per operazioni inesistenti.
Altra accusa a carico dei due ex assessori, anche quella di indebita percezione di erogazioni pubbliche per quasi mezzo milione di euro (in realtà Ferrari ha già patteggiato una parte di quelle erogazioni). Si tratta dei fondi Covid chiesti e ottenuti dalle due società fallite nel 2021, quando però sia la San Siro Lake che la Immobiliare Paoli avevano cessato l’attività da quasi due anni. Quintavalle è accusato per i fondi pubblici concessi a entrambe le società, Ferrari solo per i 180mila euro della Immobiliare Paoli.
La Procura ha notificato ai due indagati (a loro si aggiunge anche l’amministratore di diritto delle due società, il canturino con casa in provincia di Varese Luca Della Fontana) l’avviso di chiusura delle indagini.
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