Il futuro della formazione è già oggi. Prof a scuola d’intelligenza artificiale
Cantù. Con il nuovo anno da lunedì, l’IA verrà messa al servizio della didattica ed entrerà in tutti gli istituti
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I professori a scuola di intelligenza artificiale. Con il nuovo anno scolastico, infatti, l’IA verrà messa al servizio della didattica ed entrerà nelle scuole. Motivo per cui i docenti, sul tema, si stanno già formando, o comunque lo faranno a breve.
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, già nell’agosto 2025, aveva pubblicato le “Linee guida per l’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nelle istituzioni scolastiche”. La rivoluzione è giunta ora all’appuntamento con le classi. Diverse scuole hanno già redatto il regolamento IA, tra queste il liceo Fermi. «Ci siamo portati avanti - spiega la dirigente scolastica Maria Anzani - E abbiamo già attivato una formazione per docenti per calare, nella didattica, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Quest’anno partiranno sicuramente dei progetti di utilizzo dell’IA per alcune classi e per alcune discipline. I ragazzi sono più abituati di noi adulti a farne ricorso, ma ci vuole un ricorso intelligente. Dobbiamo guidarli in un utilizzo diverso dalla ricerca di scorciatoie, finalizzato a potenziare alcune competenze».
Ad esempio? «Insegnare ai ragazzi i prompt (i testi di comando per l’IA, ndr) per allenare la macchina, non solo per trovare una facile risposta, ma qualcosa di strutturato. Nelle discipline scientifiche ha un maggiore utilizzo: penso all’analisi dei dati. Sicuramente affideremo ad alcuni docenti di informatica un progetto con le classi in questo ambito».
Al liceo Melotti il regolamento è già stato approvato in bozza e si punta a perfezionarlo. «Ogni giorno esce una novità - afferma la dirigente scolastica Anna Proserpio - Un tema complesso, la strada è lunga, ma c’è anche del tempo. La nostra priorità era quella di formare i docenti, in particolare, per lavorare con i ragazzi. E il personale. Con il responsabile della protezione dei dati Èabbiamo fatto un primo corso di formazione svolto tra maggio e luglio. Dal 24 settembre partiremo con corsi declinati su discipline artistiche, letterarie, scienze, metodo di studio. Entro la fine di dicembre contiamo di avere degli strumenti per cominciare progetti pilota con le classi. Inoltre predisporremo un piano di programmazione sull’IA».
I ragazzi come potranno lavorare con l’IA? «Ci sono programmi per lavorare sulle immagini che hanno avuto un’implementazione, così come per la creazione di storyboard o per la modellazione 3D. Nell’architettura: visioni tridimensionali che non sono il classico rendering, perché si può “entrare” negli spazi. Senz’altro l’IA è uno degli strumenti di lavoro del futuro».
All’Istituto Sant’Elia, dirigente scolastico Lucio Benincasa, si chiudeva a fine luglio il reclutamento di figure esperte per un modulo di 30 ore destinato ai docenti, “Insegnare con l’intelligenza artificiale”.
«È stato predisposto un percorso - illustra Benincasa - che si sviluppa su due assi integrati: una comprensione tecnica del funzionamento dell’intelligenza artificiale generativa, dei suoi limiti strutturali e del contesto storico-sociale in cui si inserisce; e una riflessione pedagogica sulle ricadute dell’IA sul rapporto tra conoscenza, apprendimento e valutazione». I prof prendano appunti.
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