Rapina in casa con puntata una pistola: portati via 10mila euro e ori di famiglia

Carugo. Momenti di terrore in una villetta all’ora di cena, nessun ferito tra i proprietari. Hanno agito tre uomini a volto coperto, con un flessibile hanno aperto due casseforti

Carugo

Sono entrati in una villa con giardino di Carugo scavalcando una bassa recinzione che dava direttamente sulla strada.

Da quanto è stato possibile ricostruire, avrebbero anche trovato la porta aperta, senza dunque la necessità di forzarla. E’ iniziata in questo modo la rapina a mano armata, con una pistola in pugno, che ha portato una banda di malviventi probabilmente dell’Est Europa – tre quelli in azione – a saccheggiare la casa di un imprenditore brianzolo che si trovava nella propria abitazione in compagnia del figlio e di un amico.

Tre persone che sono state tenute in ostaggio per i minuti necessari per portare a termine il colpo, con un bottino ingente che è stato stimato – solo in contanti – in circa 10 mila euro più una serie di oggetti di pregio e monili in oro il cui valore deve ancora essere quantificato nel dettaglio.

Le tre vittime, ovvero un imprenditore di 76 anni, il figlio di 34 anni e l’amico di 35 anni, che si trovavano in casa al momento dell’irruzione dei rapinatori, per fortuna non hanno riportato conseguenze fisiche non essendo stati toccati dalla banda. I malviventi li hanno però tenuti sotto tiro, seduti sul divano, in attesa di portare a termine l’assalto.

Minuti di panico durati circa un’ora, dalle 19.20 fino alle 20.30 quando le vittime hanno potuto contattare i carabinieri chiedendo il loro intervento. Indagini che sono ora seguite dall’Aliquota operativa della Compagnia di Cantù con il supporto della Tenenza di Mariano Comense.

Sarebbero due le casseforti aperte dai rapinatori, forzature rese possibili anche grazie ad un flessibile che la banda era riuscita ad introdurre nella villa. Le indagini sono ora in corso e passeranno non solo dalle testimonianze delle vittime raccolte sul posto, ma anche dall’osservazione dei sistemi di videosorveglianza presenti non solo nella casa ma anche nelle vie limitrofe che conducono al punto dove è andato in scena il colpo.

L’assalto risale alla serata del 23 gennaio, quando i malviventi – come detto – avevano sorpreso in casa l’imprenditore settantaseienne, il figlio e l’amico, tutti minacciati e costretti a rimanere immobili sul divano, senza tuttavia essere toccati. I rapinatori avevano una pistola – non è noto di che tipo – ma anche piedi di porco e arnesi da scasso. La banda aveva il volto coperto da passamontagna e le mani protette dai guanti, motivo che potrebbe aver reso difficile l’individuazione di impronte digitali.

L’ipotesi di reato su cui si tra indagando, nella speranza di risalire ai responsabili, è quella di rapina in abitazione in concorso e aggravata dall’uso delle armi.

I tre malviventi sono poi riusciti a scappare, portandosi via un bottino ingente che è stato quantificato in 10 mila euro solo in contanti, cui vanno poi aggiunti tutti gli altri beni preziosi che sono stati trovati nelle due casseforti aperte. La villa presa di mira non si trova troppo distante dalla strada provinciale 32 ed è possibile che sia stata quella la via di fuga seguita dalla banda.

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