Rissa al Monnet, sospesi tutti i ragazzi: «Vengono a scuola e fanno lavori utili»

Mariano Provvedimento di 5 giorni per uno studente di quarta, fa opere di manutenzione. Il preside Di Gregorio: «Non sono strumenti solo punitivi, ma hanno una valenza educativa»

Sono stati tutti sospesi gli studenti del “Monnet” coinvolti nella rissa scoppiata appena fuori il cancello d’ingresso alla scuola in via Santa Caterina.

Questo è il provvedimento adottato dalla dirigenza due settimane dopo lo scontro tra due classi, nato da una spedizione punitiva promossa da un ragazzo di quarta contro un maturando, restituendo un’immagine in cui l’istituto non si riconosce.

A ribadirlo è il preside Filippo Di Gregorio che spiega come la misura non si sia tradotta in un tutti a casa, ma al contrario ognuno è stato chiamato a presentarsi in classe per lavorare a un percorso che prova a ricomporre la frattura aperta tra le parti entro il perimetro del dialogo.

«I provvedimenti non sono solo uno strumento punitivo ma hanno anche una valenza educativa» ha detto Di Gregorio così motivando le decisioni prese. «Il ragazzo di quarta è stato sospeso cinque giorni, ma non è stato lasciato a casa. È venuto a scuola, impegnato a svolgere alcuni lavori di piccola manutenzione e pulizia - ha spiegato il preside per poi proseguire - per la classe di quinta superiore, invece, considerata nel suo complesso, la scelta è stata quella di non mandarli in gita d’istruzione e sospenderli per un giorno, con obbligo di presenza, chiamati a sostenere per tutta la mattinata un colloquio con la psicologa pedagogista».

Perché l’obiettivo è che tutti prendano consapevolezza di quanto successo. «Il concetto di fondo delle misure adottate è che i ragazzi ragionino sia su quello che hanno fatto che su quello che non hanno fatto, come rapportarsi in modo chiaro anche con la scuola» ha rimarcato Di Gregorio che ha incontrato le famiglie di tutti gli alunni coinvolti nella rissa scoppiata a metà mese. Uno scontro degenerato nelle dimensioni, coinvolgendo trenta alunni, ma anche nella violenza, visto che i ragazzi si sono affrontati con sassi e cinghie, ultimo atto di una lite divampata il giorno prima nei corridoi della scuola tra un alunno di quarta e un maturando che si sono poi scambiati reciproche promesse di risolvere la questione.

«I genitori hanno colto la gravità di quanto accaduto. Ora stiamo lavorando perché si possa arrivare a una riconciliazione tra le parti: questa è la volontà emersa da parte di tutti» ha anticipato Di Gregorio che prova così a ricomporre la ferita aperta attraverso l’ago del dialogo in un percorso che si annuncia quantomai delicato. I giudizi sull’episodio sono invece lasciati alla Procura della Repubblica e al Tribunale dei Minori. Perché a loro la Polizia locale ha inviato i due fascicoli nati dall’indagine sull’evento, un lavoro minuzioso e costante che ha portato a ricostruire gli antefatti dello scontro tra le due classi, raccogliendo le testimonianze dei ragazzi, e a contestare ad alcuni di loro il reato di rissa aggravata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA